Marcello Foa torna in Ticino?

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Marcello Foa è una vecchia conoscenza. Caduto il governo, il direttore RAI nominato da Salvini e dai sovranisti ha i giorni contati. Voci insistenti ci dicono che Foa sta disperatamente cercando di tornare all’ovile. 

Un breve riassunto è doveroso, se ci fosse ancora un lettore che non ha in chiaro la storia di Marcello Foa. Foa, attuale presidente RAI, forzato in quel posto come il caglio in una forma di Piora dall’amicone Matteo Salvini (leggi qui), vede ora sfumare il suo sogno. A pochi mesi dall’insediamento, avvenuto a settembre dell’anno scorso, Foa si ritrova, col cambio di governo in corso, ad avere una sola certezza: quella di essere silurato a calci nel sedere dalla nuova maggioranza. 

Come tutti sanno, Marcello Foa è stato per anni amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino ed editorialista dello stesso quotidiano. Numerose le sue cadute di stile quando propinava bufale ai suoi lettori sia sul Corriere sia sul suo blog (leggi qui). Leggiamo di Foa, (come se fosse ancora necessario) su money.it:

“…Sostenitore della teoria del complotto dell’ideologia gender e vicepresidente dell’associazione Asimmetrie, centro studi dell’economista della Lega Alberto Bagnai.” 

Filotrumpista e putiniano di ferro, amico di Steve Bannon, di Breitbart, Foa non si fa mancare nulla. Certo per lui la botta è dura, oltre ad essersi profilato pesantemente se se ne va dalla RAI, perdendo uno stipendio che, sommando il gettone annuale di membro del consiglio di amministrazione RAI di 44’000 ero, lo stipendio di presidente di 114’000 euro e l’emolumento come presidente del consiglio di amministrazione di RAICom di 40’000 euro, ammonta a più di 200’000 euro l’anno. Col cambio attuale fanno circa 220’000 franchi.

Secondo voci insistenti, Foa non si sarebbe proprio lasciato in buoni rapporti con la famiglia Soldati, maggiore azionista del gruppo del Corriere. Anche perché quando ha saputo che Matteuccio suo gli dava il posto di direttore RAI, ha fatto ciao ciao con la manina lasciando tutti con un palmo di naso. Secondo indiscrezioni, appunto, Foa starebbe facendo pressioni presso i grandi nomi dell’imprenditoria ticinese perché ci mettano una buona parola facendolo tornare all’ovile. Un’ipotesi che noi avevamo ventilato immediatamente una volta vista la malaparata delle operazioni salviniane. Caduto il padrone, anche i cani fedeli se ne devono andare, con la coda tra le gambe, sperando che i sovranisti nostrani, siano disposti a dar loro ancora un osso. 

Tornerà Foa in Ticino? Certezze non ce ne sono, ma conoscendo la scodinzolante attitudine a compiacere il padrone del personaggio, non ci stupirebbe per nulla.

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