Natalia Ferrara mette la Lega all’angolo

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Raramente siamo d’accordo con Natalia Ferrara, d’altro canto dobbiamo ammetterne la coerenza e il coraggio. Ferrara infatti è una dei pochi, tra i rappresentanti dei partiti borghesi, a rendere pan per focaccia alla Lega. Lo ha sempre fatto, senza peli sulla lingua, beccandosi pure le consuete asfaltate sul Mattino della Domenica o sul Mattinonline.

Questa volta, Natalia Ferrara difende il suo partito che, per una volta, ha fatto una cosa buona, quando, in relazione alla mozione firmata da Matteo Quadranti e Marco Bertoli, ha redarguito Norman Gobbi per le sospette lungaggini nel fornire o rinnovare i permessi agli stranieri. Una pratica palesemente volta a rendere difficile la vita agli stranieri, dove pratiche che ieri erano evase in due o tre mesi, ora richiedono quasi un anno.

Ferrara nella sua presa di posizione affronta tutte le sbruffonate della Lega, mettendo il movimento di Via Monte Boglia e il suo Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri all’angolo, evidenziandone le pecche e le magagne:

“- da oltre un decennio la Lega afferma che 35’000 frontalieri bastano e che lei ne avrebbe dimezzato il numero. Nel frattempo, i frontalieri sono circa 67’000 e non ho sentito nessuna ricetta economicamente credibile per favorire davvero le ticinesi e i ticinesi, nonostante due Consiglieri di Stato della Lega e leghisti in vari posti di comando;

– tre anni fa, la trasmissione “Le Iene”, aveva confrontato Attilio Bignasca con il tema dei frontalieri nelle sue aziende: questi dichiarò al giornalista che non ne aveva più assunti da ben quattro anni. Facendosi però beccare in castagna con uno degli ultimi assunti, arrivato da quattro mesi;

– dopo quattro anni di assordante silenzio e senza nel frattempo aver partecipato alla vita pubblica, Battista Ghiggia, torna a candidarsi per il Consiglio degli Stati e se la prende con le autorità per “l’esplosione abnorme del frontalierato”. Sa di cosa parla, dato che nel suo studio legale impiega personale frontaliero;

– anche Lorenzo Quadri fa la sua parte e non manca di recriminare con i manager stranieri delle aziende svizzere, che a suo dire vorrebbero svendere la Svizzera all’UE. Peccato che lui per primo spalanchi le porte di Palazzo federale (grazie all’accesso che gli è concesso come deputato) a uno dei lobbisti di UPC (ex Cablecom), di proprietà di una società americana e diretta da una CEO rumena. Naturalmente, è assolutamente casuale il fatto che UPC faccia regolarmente pubblicità su il giornale che Quadri dirige, Il Mattino della domenica…”

Noi non avremmo saputo dire meglio, e il calo della Lega alle ultime elezioni in fondo certifica che la gente comincia a rendersi conto di tutte le bugie reiterate negli anni. Ma soprattutto si rende conto dell’incapacità leghista di cambiare la situazione, basti solo vedere la questione dei frontalieri e l’ipocrisia delle gerarchie leghiste, che additano i frontalieri come colpevoli di tutto da una parte e poi ne assumono a piene mani per lucrarci sopra dall’altra. Raramente così tanta ipocrisia ha avuto tanto sostegno popolare, sostegno però che ora sembra calare.

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