Pandemia portami via

Di

Volendo azzardare un’estinzione di massa del genere umano, tra le eventualità più probabili c’è senza dubbio la pandemia. Cioè un’epidemia la cui diffusione è in pratica globale, con un alto tasso di malati gravi e una mortalità di quelle che non ti aspetti. Nella storia dell’uomo se ne sono verificate non poche di pandemie. Fra le più recenti si ricorda, per esempio, l’influenza spagnola, un virus che tra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo.

La Spagnola arrivò a infettare circa 500 milioni di persone, compresi gli abitanti di remote isole dell’Oceano Pacifico e del Mar Glaciale Artico, si stima provocando il decesso di cinquanta, forse addirittura cento milioni di persone. In pratica dal tre al cinque per cento della popolazione mondiale dell’epoca. E malgrado la medicina negli ultimi cento anni abbia fatto passi da gigante non è assolutamente detto che un evento simile se non peggiore non abbia a ripetersi. Soprattutto se, leggendo i giornali, vieni a scoprire che, di recente, c’è stato un incendio nel laboratorio di ricerca Vector, in Siberia, una delle ultime due riserve del virus del vaiolo nel mondo.

Il vaiolo, un virus dato ormai per sconfitto al punto che oggi nessuno più si vaccina per questa malattia potenzialmente letale, virus di cui però rimangono alcuni stock di ceppi coltivati a scopo di ricerca. Accade in due laboratori (uno negli Stati Uniti, l’altro in Russia) con un livello di sicurezza altissimo, anche se il recente incendio qualche dubbio lo suscita. Solo nel 1967, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, 15 milioni di persone contrassero il vaiolo e di questi ben due milioni morirono per colpa della malattia.

Fu solo dopo una massiccia campagna di vaccinazione portata avanti nel secolo scorso, condotta con un imponente sforzo messo in campo tra il 1958 e il 1977, che la malattia fu dichiarata ufficialmente sradicata nel 1979. L’unica malattia sconfitta globalmente nella storia dell’umanità, almeno fino al 2011, quando la peste bovina subì lo stesso destino. Un momento, però. Il vaiolo esiste ancora e sapendo che l’uomo è un animale alquanto maldestro non dobbiamo certo sottovalutare episodi come quello avvenuto lunedì. E poco importa se le autorità russe hanno più volte sottolineato il fatto che la stanza in cui è avvenuto l’incendio non conteneva sostanze pericolose e che non c’è stato alcun danno strutturale all’edificio in cui si trova il laboratorio.

Il potenziale pericolo rimane intatto e a poco o nulla sono servite le promesse fatte in passato che parlavano di una distruzione definitiva del virus. Del resto va detto che ad affiancarsi a un’eventuale pandemia, sul podio delle maggiori cause di un’estinzione di massa dell’uomo, c’è ovviamente anche il rischio determinato dall’arsenale nucleare accumulato globalmente. Anche con il nucleare non si scherza affatto, soprattutto sulla scorta della quasi scomparsa sensibilità sociale intorno al pericolo nucleare, anche se il pericolo di un conflitto o di un incidente nucleare è tutt’altro che scongiurato.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!