Ridateci indietro i nostri sogni

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Era venerdì della scorsa settimana quando una decina di ragazzi del movimento Sciopero per il Clima si sono ritrovati a Lugano per manifestare il loro dissenso con un’azione dimostrativa organizzata in piazza Riforma a due passi dal municipio cittadino. Se ne sono stati lì seduti a discutere sul da farsi sotto lo sguardo più o meno curioso dei passanti. A riflettere sulle strategie da proporre. Sulle iniziative da portare avanti (tra queste c’è anche la Manifestazione Nazionale del 28 settembre a Berna). Giusto una decina di giovani poco più che adolescenti che come moltissimi loro coetanei sparsi per il Pianeta hanno a cuore il futuro di tutti noi.

Un’azione simbolica con la quale i nostri ragazzi hanno cercato di fare l’unica cosa ancora possibile, risvegliare le coscienze di tutti, affinché si possa arrivare il prima possibile a un’inversione di marcia nella produzioni dei gas serra, a partire dalla CO₂. È questo che Greta Thunberg e centinaia di migliaia di altri giovani sparsi per il mondo stanno ripetendo ogni venerdì, senza sosta, da mesi. Ieri poi, a New York, nel corso dell’Assemblea generale dell’Onu sul clima, c’è stato proprio l’intervento commosso, carico di rabbia e d’emozione della loro leader.

“Questo è tutto sbagliato, io non dovrei stare qui, io dovrei essere a scuola, dall’altra parte dell’oceano – ha esordito la sedicenne Greta di fronte ai potenti della Terra- Voi tutti venite da noi giovani per la speranza. Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre vuote parole. Eppure io sono una delle fortunate. La gente soffre. La gente muore ed ecosistemi morenti stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e quello di cui voi potete parlare sono soldi e favole su un’eterna crescita economica. Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è chiara, cristallina: come osate continuare a guardare da un’altra parte?Come osate pensare che questo possa essere risolto solo proseguendo come sempre e con qualche soluzione tecnica?”

Parole tagliate con l’accetta accompagnate da una mimica facciale e da un tono amaro. Un discorso duro e accorato ripreso dai mezzi d’informazione di tutto il mondo com’è normale che sia di fronte alla drammaticità della testimonianza e alla forza delle parole di una figura, quella di Greta Thunberg, che oggi incarna il malessere e le speranze di un’intera generazione. Normale o quasi. Di sicuro non per la Lega che domenica sul Mattino se la prendeva con la RSI con un commento intitolato “ClimatizzaR$I”.

Sul Telegiornale della R$I di venerdì sera, edizione principale, 20 e rotti minuti di lavaggio del cervello interamente dedicato a temi climatici. Che süpa! Improvvisamente, per la Pravda di Comano, i problemi del mondo sono spariti. Non esistono più. Esiste solo l’isterismo ambientalista! Il tutto, va da sé, in funzione di propaganda elettorale per gli amichetti ro$$overdi. Alla faccia del servizio pubblico finanziato con il canone più caro d’Europa!”

Parole che fanno acqua da tutte le parti e ci ricordano tanto l’orchestrina sul ponte del Titanic, capace di continuare a suonare la stessa trita e ritrita lagna, incurate del disastro circostante. Ecco perché le parole della giovane attivista svedese risuonano come un monito anche per i loschi figuri che, perfino in Ticino, imbronciati fanno spallucce.“Voi ci state tradendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai”.

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