Tra cani e i loro padroni

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Tale padrone tale cane? Proprio così. S’intitola “Vita da Cani. Tra necessità e assurdità” l’allestimento temporaneo in corso da qualche giorno al Museo della civiltà contadina di Stabio. Una mostra interattiva che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 di giugno, grazie alla quale i visitatori potranno toccare con mano, ma non solo, cosa sia stata e sia tuttora “una vita da cani”. Un’espressione ormai distante, dal senso che almeno un tempo aveva ed era modellata sulla visione di un’esistenza fatta di stenti e di privazioni. Di una vita trascorsa legati a una catena o peggio.

Oggi, anche la vita dei nostri migliori amici è cambiata ed è sempre più simile a quella dei loro padroni. A sostenerlo è perfino un recente studio danese che ha dimostrato come le persone con qualche chilo di troppo abbiano spesso cani in sovrappeso, a dimostrazione di un rapporto vissuto in stretta simbiosi tra uomo e cane. In molti Paesi occidentali, i cani con problemi di ciccia superflua, arrivano a essere fino al 60% del totale. Una condizione che non solo cancella la loro proverbiale agilità fisica ma porta anche all’insorgenza di varie malattie, al punto che un cane obeso rischia di avere una vita più corta, in media di 1,3 anni rispetto ad uno nei limiti di peso.

Ma che il cane abbia subìto una sorta di antropomorfizzazione e che si trovi a ricoprire un ruolo che un tempo ci saremmo solo sognati ce lo suggeriscono anche certi prodotti in commercio pensati per renderli dei perfetti compagni di vita dell’uomo che, talvolta, per non sentirsi solo come un cane, ne compra o ne adotta uno. E per farlo felice e un po’ meno cane lo riempie di doni: smalto per unghie, collutorio, scarpe, crema solare, occhiali da sole, cioccolato, profumo e così via. Tutti articoli frutto della follia umana e del marketing, ma che ci aiutano perfettamente a capire come la soglia che separa queste due specie si sia fatta sempre più labile e confusa.

A darci qualche elemento in più a capire e immedesimarci nei nostri amici a quattro zampe ci viene in aiuto proprio la mostra in corso al museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, la prima di una serie dedicata al mondo animale e alla sua vicinanza con quello umano. A Stabio, vista, olfatto, udito, gusto e tatto sono così i principali strumenti di conoscenza e di esperienza diretta necessari alla comprensione del complesso e affascinante universo canino. Perché “vita da cani” è tra le espressioni che più hanno cambiato il proprio significato nel corso degli ultimi decenni.

Ma questo non significa necessariamente che oggi la vita dei nostri fedeli e scodinzolanti compagni sia più in sintonia con la loro vera natura. Anzi. A ormai 40’000 anni di distanza dal momento in cui uomini e cani intrecciarono le loro esistenze in modo indissolubile, qualcosa sembra essere irrimediabilmente cambiato. Se un tempo il cane assisteva l’uomo nella caccia e lo ha protetto creando con lui un rapporto di stretta collaborazione per rendere più efficaci le strategie di sopravvivenza di entrambi, oggi assistiamo invece al trionfo dell’assurdo e alla loro unione celebrata all’insegna dell’umana disperazione che, del cane, ne ha fatto soprattutto un compagno di vita con cui alleviare il proprio male di vivere e la propria solitudine.

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