Tutti pazzi per Greta

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C’è chi ci va pazzo perché la ammira, crede in ciò che dice e in una forte e seria azione politica e sociale che possa combiare il corso della storia. C’è chi impazzisce perché Greta Thunberg sta tirando la volata alla sinistra, anche perché le istanze ambientali sono sempre state monopolio di quest’ultima.

Il siparietto avvenuto ieri nel parlamento svizzero, con un gruppo di attivisti del clima che hanno srotolato uno striscione e intonato la canzone “sing for the climate” ha creato molta stizza. Niente di che in effetti, i protestatari, esortati a lasciare la sala dalla prima cittadina Marina Carobbio (ecorating verde del 100%), sono stati allontanati dagli uscieri pacificamente senza opporre resistenza.

Ma questo exploit ambientalista ha fatto uscire dai gangheri i deputati di destra e di centro destra, Lorenzo Quadri e Marco Romano hanno espresso via social (insieme ad altri esponenti minori UDC e leghisti) la loro rabbia per l’intrusione terroristica. Scrive Lorenzo Quadri:

“Già la mattina in Consiglio nazionale, penoso spettacolino dei nullafacenti climatici pseudomolinari con tanto di cori e striscioni, amplificazioni, che hanno interrotto i lavori parlamentari.
Naturalmente i $inistrati applaudono. Fosse stata una manifestazione contro la libera circolazione delle persone, la gauche-caviar starebbe strillando istericamente allo scandalo ed al fascismo.
Domanda: ma come funzionano le misure di sicurezza a palazzo federale visto che per far entrare un singolo ospite bisogna fare una specie di check in aeroportuale con tanto di metal detector? Invece passano striscioni, altoparlanti, ecc? 
O vuoi vedere che qualche parlamentare rosso-verde-anguria ha collaborato visto che queste sono operazioni di campagna elettorale a sostegno dei kompagnuzzi?”

Commuove e induce alla tenerezza, Lorenzo Quadri che parla di legalità, quando proviene da un partito il cui leader compianto sparava fucilate dal balcone, un partito che aveva messo una taglia sui radar istigando la popolazione a commettere reato e che bloccava il traffico con le sue carovane della libertà.

Alla fine penso che lo striscione sarebbe potuto passare con qualche rimbrotto. A far sorgere l’isteria di Quadri, Romano e gli altri è la canzone. “Sing for the climate”, nasce in Belgio nel 2012 ed è stata adottata dal movimento internazionale per il clima e cantata da centinaia di migliaia di ragazzi che hanno sfilato questa primavera in 150 Paesi.

“Sing for the climate”, con testo inglese, è fumo negli occhi per la destra, perché viene cantata adattando il testo alle note di Bella Ciao, la canzone della resistenza italiana antifascista. Uno schiaffo per chi simpatizza con l’estrema destra.

Che bella ciao sia una conzone potente e conosciuta in tutto il mondo è un dato di fatto (leggi qui), ne avevo gia scritto tempo fa:

“Bella Ciao invece è luce e sangue e qualcosa di così bello, pulito e positivo, loro non l’avranno mai. Loro hanno le marcette ridicole, i motti aggressivi, le faccette nere. Noi abbiamo il potere di riconoscerci in quattro note e di diventare un popolo solo, dalla Russia di Putin agli altipiani yazidi, dalle osterie di Bologna ai festival della Provenza. Tutto il mondo la canta, tutto il mondo la conosce. Questo è il suo grande potere.

Bella Ciao non è solo una canzone di sinistra, è la canzone di tutte le donne e gli uomini liberi, è un afflato di malinconia e morte, di riscatto e di speranza. È la canzone di gente che non ha piegato la testa, di gente che è stata torturata, impiccata e fucilata, di gente che ha lavorato nell’ombra rischiando la vita ogni istante per la propria dignità. Perché la libertà è importante, ma prima vanno coltivati il nostro orgoglio e la nostra dignità. La gente senza dignità e senza canzoni è serva.”

La rabbia del kamerata Quadri e degli altri, è la rabbia di chi si rende conto che non può più capitalizzare i vecchi soliti temi, ma deve ora rincorrere istanze progressiste che cercano di proteggere il proprio pianeta parlando di ambiente, cosa di cui alla destra non è mai fregato un fico secco. Perciò cantiamola Bella Ciao, cantatela, fatelo a squarciagola, lottiamo e facciamo resistenza di nuovo come ottant’anni fa, solo che oggi il nemico non è più il nazista, ma la destra ottusa e capitalista, la destra sovranista e distruttrice.

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