Vecchi brontoloni

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Pare che entro il 2030 il numero di anziani che vivono da soli aumenterà del 40%, sempre più spesso ci troviamo di fronte a vecchi capricciosi che non vogliono sentire ragioni.

Mia nonna ha vissuto da sola fino a 92 anni, dopo varie cadute abbiamo deciso di regalarle il telesoccorso: abbiamo sfiorato la rissa quando le abbiamo spiegato il funzionamento del servizio. Una volta digerito il fardello di dover spolverare la stazione di chiamata sono nati i bis-nipotini, per loro era un’attrazione pazzesca il bottone da premere in caso di urgenza.

“Buongiorno Signora XY, come possiamo esserle utili?”

“Ohmmioddddio, mi scusi i bambini hanno chiamato per sbaglio, sto bene grazie, non si preoccupi!”,

naturalmente partivano le paternali:

“Ecco! Che fffigure! Io questo affare non lo voglio, i bambini chiamano e ‘sta poverina si preoccupa per niente!”

“Ma dai nonna, ha sentito che ridacchiavano e ha riso pure lei.”.

Anni di discussioni allucinanti. Addirittura il medico, vedendo che arrancava con i lavori domestici, le ha compilato la prescrizione per l’aiuto domiciliare; anche lì un disagio totale perché ogni volta che arrivavano le signore a pulire, la simpatica nonnina le redarguiva come un generale e appena uscivano dalla porta si armava di candeggina e rilavava tutto. Chiaramente poi due maroni li faceva a noi, motivando i suoi dolori con scuse assurde:

“Non puliscono, uniformano lo sporco! Pensa te che nemmeno l’acqua dello straccio ha cambiato!”

oppure:

“Non ha pulito gli angolini del pavimento, voglio proprio vedere che porcile casa sua!”

Con che coscienza un figlio può anche solo pensare di proporre al genitore una sistemazione in una struttura geriatrica? A un certo punto va fatto un bilancio e va preso atto che se il vecchietto si accanisce di quando in quando con gli operatori domestici è il male minore. Già me li immagino gli infermieri della casa di riposo: esauriti, con un’orchite che basta metà, tutti sull’attenti fino al momento disperatissimo in cui iniziano a pensare di spruzzare il cloroformio come fosse Air Wicks.

Ad ogni modo, dopo vari ricoveri in pronto soccorso, credo che l’anziano si scoraggi e così decide di prenderla larga con i figli e fare in modo che questi provino a proporre la Casa Anziani. Ovviamente la genetica è una scienza esatta, pertanto i discendenti fanno orecchie da mercante per non sentirsi rinfacciare anche questa atroce decisione. A questo punto troviamo due tipologie di figli e altrettante di genitori.

L’anziano che vuole continuare a vivere in casa o viene abbandonato dalla prole, perché ha veramente rotto oltremodo, oppure quella che si logora per accontentare i capricci del capostipite.

Quando il decano decide spontaneamente di ricoverarsi in un gerontocomio si scatenano invece dinamiche di vario genere: o il compagno di stanza è dispettoso, o l’infermiera è scortese, o i figli non vanno a trovarli settantadue volte al giorno abbandonandoli al proprio destino, o i nipotini corrono nei corridoi, o vengono tristemente lasciati al loro destino.

Noi personalmente siamo stati di quelli che si sentivano arrivare già dal posteggio, arrivavamo muniti di grande senso di entusiasmo e inventiva esagerata. Entravamo con le idee in chiaro, un programma definito e l’idea di stare lì qualche ora. I bimbi partivano a corsa urlando “Nonna” e salutando tutti, prendevamo la nonna giusta e partiva un rally in sedia a rotelle per i corridoi, in caso di bel tempo si usciva in giardino e le scimmiette si arrampicavano su tutti gli alberi scatenando un mix tra indignazione e ilarità, altrimenti si andava al bar.

Finita la merenda si tornava in camera, sempre spingendo la carrozzina in modalità off road, si cercava di dare anche qualche lezione sulle nuove tecnologie:

“Nonna vieni che ci facciamo un selfie!”

“Che ssù ‘sti self!”

“Una foto, nonna sorridi!”

“Sugnu senza denti!” “

“Fa niente, mica ti metto su Nonna Moderna!”

“Guai a te se la mostri a qualcuno!”

“Io? Ma ti pare?”

e si rideva così per un tempo discretamente lungo, finché lei esausta ci sbatteva fuori perché voleva stare sola.

Ecco, io veramente non lo so se sia giusto o no costringerli a stare in compagnia, parliamoci chiaro, quando si incaponiscono ti fanno salire Thor con tutto il martello, però… No, niente però, facciano come vogliono ma non facciamoci fregare assolutamente, se girassero attorno al discorso casa di riposo mettiamoli in condizione di andarci spontaneamente perché comunque vada saranno pronti a incolparci anche delle loro decisioni.

Gli anziani sono tutti un po’ bambini e indipendentemente dal loro carattere burbero sono un patrimonio prezioso, nei loro cassetti della memoria sono racchiuse un sacco di esperienze eroiche, dovremmo averne tutti un po’ più cura perché un giorno anche noi saremo dei burberi pignoli e capricciosi.

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