“Colpo su colpo”: attuale e profondo

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Una bella storia, raccontata bene, con un finale capace di commuovere: «Colpo su colpo» di Riccardo Gazzaniga è un romanzo che merita di essere letto. Perché ad un filo conduttore lineare, l’amore «diverso» di un’adolescente con una sua coetanea, si intersecano temi importanti, sviluppati da personaggi azzeccati.

A cominciare dalla protagonista: Giada. È figlia unica e non ha un gran rapporto con i suoi genitori. Non l’ha mai avuto ma ora che assume una nuova consapevolezza sessuale, con tutti i suoi risvolti immaginabili, è ancora peggio. Pratica il savate, un’arte marziale nata nei porti di Marsiglia e diventata sport nobile (gli incontri si svolgono sul ring, i contendenti calzano scarpe speciali). E questo è forse l’unico anello di congiunzione con suo padre. A scuola va … anche se viene stalkerata dai classici bulli. Ma non è opportuno rivelare troppo su Giada.

Altro personaggio «portante» è il «Maestro», il boss della palestra dove la nostra va ad allenarsi. Lui è il «Grande Vecchio» il saggio che ne ha viste e vissute tante, se non tutte. Ha un passato molto difficile ed ha saputo e potuto salvarsi grazie allo sport, alla moglie e prima ancora ad un poliziotto che gli ha evitato la prigione: il nonno di Giada. È maestro di savate ma non allena più, si limita a supervisionare. Fino a quando non viene a scoprire dell’ingiustizia patita da Sara, «la violenza sessuale» subita e filmata a scuola. Qui il Maestro, De Roma è il suo nome, ha un sussulto irrefrenabile: all’improvviso si scuote dall’apatia e vive questo momento come un’occasione di reazione. Psicologicamente il suo è un momento delicato, sta elaborando un lutto grave che l’ha costretto alla solitudine. Con Giada ritrova la via del ring, addirittura accetta di accompagnarla ad un incontro ufficiale, il che suscita un certo clamore negli ambienti di quella disciplina.

Poi c’ è il padre di Giada. Poliziotto ma non inquadrato. Certo, i suoi sospetti sulle passioni amorose della figlia lo inquietano, ma non vuole giudicare subito. Non si rende conto che pensando di fare bene ferisce, come quando se ne esce con «se avessi un figlio gay non sarei contento, chiaro, ma gli vorrei bene lo stesso»: è questo «lo stesso» a fare male, malissimo.

Ancora c’è la madre, che lavora per un’associazione «pro-vita» e che bazzica ambienti di destra. Tra lei e la figlia l’incomunicabilità è pane quotidiano e nemmeno un’ipotesi di riavvicinamento è pensabile.

Sembra quasi che tutto Gazzaniga (la vita da poliziotto, le fragilità dei quasi adolescenti, lo sport, il lutto) confluisca in questo romanzo il cui sottotitolo risulta essere assai significativo «Se la vita/ ti manda al tappeto, l’unica cosa/ che puoi fare è rialzarti». Tante citazioni dal mondo del pugilato, tante occasioni di pura riflessione: la cifra espressiva di Gazzaniga risulta chiara e fluente ed il lettore si ritrova a divorare in un fiato le 400 e passa pagine. Perché non c’è solo narrazione ma anche profondità, perché i temi affrontati (l’amore, la genitorialità, l’omosessualità, il bullismo, la rabbia repressa, la morte, il suicidio …) trovano nuova luce. Del finale diciamo nulla perché questo non è un giallo (l’autore genovese ne ha scritto uno bellissimo nel 2016: «Non devi dirlo a nessuno», stampato da Einaudi Stile libero) ma trova una soluzione semplicemente memorabile. Proprio un bel romanzo quello di Gazzaniga, subito il lettore si accorge che non si è confrontati con una storia come tante ma con una scrittura che arriva diretta dall’ esistenza. Struggenti le dediche che l’autore scrive in chiusura: significative e direttamente provenienti dall’anima.

«Colpo su colpo», 2019, di Riccardo Gazzaniga, ed. Rizzoli, 2019, tr. pag. 448, Euro 19,50.

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