Gianluca Iannone, fascismo 3.0

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Iannone, leader di CasaPound è una bella personcina. Ex militante del Movimento Politico Occidentale, sciolto negli anni ’90 dalla legge Mancino per odio razziale, ha un curriculum di tutto rispetto. Leader degli Ultras della curva sud della Roma, è anche membro del complesso Zeta Zero Alfa, appartenente alla corrente del “Nazi Rock”. È proprietario della libreria “la testa di ferro”, il cui logo riproduce il busto del duce e che propaganda testi sul fascismo e i suoi gerarchi e libelli di matrice antisemita, oltre che testi del sovranista Dugin, ospitato a giugno di quest’anno a Lugano dai sovranisti dell’estrema destra locale. (leggi in basso)

Iannone, capo dei fascisti del terzo millennio, come amano chiamarsi i militanti di CasaPound, è anche direttore di Radio Bandiera Nera, definita la radio dei nuovi accoliti del Duce. Collabora con la rivista “Occidentale”, fondata negli anni ’70 da reduci della Repubblica Sociale Italiana, tra i quali Junio Valerio Borghese, generale, ex membro della Decima Mas e ex presidente dell’MSI. Borghese nel 1970 tentò un golpe in Italia che fallì, in seguito riparò in Spagna dove venne protetto dal compiacente regime franchista.

Iannone non è proprio una mammola. Nel 2004 aggredisce un carabiniere durante una manifestazione e viene condannato a 4 anni. Nel 2012 è coinvolto nell’aggressione, a Viterbo, del giornalista Filippo Rossi, direttore del quotidiano online “Il Futurista”.

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