Il merlo e il rilancio del pavone

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Il problema numero uno del progetto di rilancio dell’aeromorto di Lugano è la mancanza di credibilità. Non aiuta certo a risollevarla il suo direttore Maurizio Merlo.
In uno sfogo di grande eleganza punta il dito contro Swiss, rea di aver interrotto il volo su Agno a seguito del fallimento di Adria, ritenendola responsabile della situazione attuale siccome “è stata sua la scelta di affidare questo volo ad Adria Airways”. A supportarlo, l’amarezza indignata del sindaco Borradori, che avrà fatto tremare le vene dei polsi alla compagnia aerea. “Avevamo scritto, non ci hanno detto niente. Avevano scelto un partner debole, non volerò più con loro!”.

I ticinesi non devono dimenticare che Merlo era il direttore della ticinesissima Darwin Airlines quando questa, nel luglio del 2017, è stata traghettata all’interno di una società sussidiaria proprio di Adria airlines. Sapevano bene che il vettore sloveno, da poco privatizzato, era finito nelle mani di un fondo di investimento del Lussemburgo. Gente che ha cercato di fare guadagni, ma che evidentemente se ne frega del Ticino e dei suoi fallimentari voli. Darwin infatti fallì pochi mesi dopo, nel dicembre del 2017. Merlo se n’era già volato via dopo luglio, come al solito per raccogliere nuove sfide.
Merlo e amici avrebbero fatto un gran casino se solo Swiss avesse osato intralciare i loro piani, decidendo di affidare ad altra società il volo Agno-Zurigo! Si assumano quindi le responsabilità delle loro scelte poco lungimiranti.
I ticinesi, specialmente i pochi che ancora sperano nel salvataggio, hanno bisogno di spiegazioni chiare e oneste.

Certo che l’ottimismo di Merlo è quasi suicida:

“…È vero che è un momento delicato per l’aviazione, ma prendere decisioni in questo momento solo perché ci sono compagnie che falliscono e una tratta che chiude sarebbe un grave errore. Lo scalo deve sopravvivere, andare avanti. Il futuro ce l’ha e le soluzioni le troveremo”.

Come avevamo già detto (leggi qui), l’aeroporto sembra un malato terminale, i cui parenti si accaniscono a tenere in vita nonostante la morte cerebrale. Vivere di entusiasmo va bene, dà energie e spesso aiuta, ma superato un certo limitediventa assurdo, e anche solo pretendere di investire ancora un franco sull’aeroporto di Agno è, economicamente, pura follia.

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