Informatica, una storia di donne

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La storia dell’informatica non è, come si potrebbe pensare, un affare esclusivamente al maschile. Numerose figure femminili hanno avuto, invece, ruoli importanti, se non fondamentali, nello sviluppo delle moderne tecnologie, compresa, ebbene si, quella che vi sta permettendo di leggere questo articolo sul web.

La “madre di Internet”

Perché se state usando una connessione Internet, lo dovete anche al lavoro di una donna, Radia Perlman, che con l’invenzione dell’STP (Spanning Tree Protocol), uno dei protocolli per la trasmissione dei dati in una rete, ha consentito lo sviluppo delle tecnologie oggi alla base di Internet.

Radia Perlman

E se avete trovato questo articolo su Google..beh, senza il lavoro di Karen Sparck Jones sulla funzione di peso td-idf, sappiate che probabilmente Google non sarebbe neanche esistito.

Karen Sparck Jones
Karen Sparck Jones


Un piccolo passo per l’uomo..con l’aiuto di una donna.

20 Luglio 1969: l’Apollo 11 si appresta a effettuare il primo, storico atterraggio sulla Luna. Ma 3 minuti prima succede qualcosa: il computer di bordo ha un sovraccarico di dati, a causa dell’aggiornamento, proprio in quel momento, di una componente non necessaria. Ma una donna, Margaret Hamilton, a capo  del team di sviluppo del software, aveva previsto simili problemi, e inserito un sistema che ordinava al computer di bordo di effettuare solo le operazioni necessarie, evitando così, in sostanza, che l’Apollo 11 si schiantasse sulla superficie lunare. Della Hamilton è celebre la foto, qui riportata, mentre impila le enormi quantità di pagine del software del modulo lunare. Racconta la stessa Margaret che il primissimo programma che, a lei donna senza esperienza, venne affidato “era un programma pieno d’insidie e la persona che lo aveva realizzato si era divertito a commentare il codice in greco e in latino. Così, fui assegnata a questo programma e riuscii a farlo funzionare. Addirittura riportava l’output in greco e latino. Fui la prima a riuscire a farlo funzionare”. Una bella rivincita, sicuramente.

Margaret Hamilton

Un linguaggio..al femminile

Grace Murray Hopper, nata nel 1906, era, fin da piccola, appassionata del funzionamento dei congegni, tanto da smontare, all’età di 7 anni, le sveglie di famiglia per vedere come funzionavano. La sua passione la porta a entrare, nel 1949,  nella società sviluppatrice dell’ENIAC, fra i primi computer digitali in circolazione, e a lavorare su quello che sarebbe stato il primo modello di computer ad uso commerciale, dopo le applicazioni militari. Grace è convinta che sia possibile far riconoscere al computer un linguaggio simile a quello naturale traducendolo nel “suo” linguaggio: sviluppa così il primo compilatore, ovvero un programma che traduce le istruzioni scritte nel linguaggio di programmazione in codice macchina, il “linguaggio” del computer. La conseguenza è lo sviluppo del COBOL, un linguaggio pensato per le operazioni commerciali e che, tuttora, permette il funzionamento di uno strumento che fa parte del nostro vivere quotidiano: il bancomat!

Grace Murray Hopper

Programmazione, un’idea femminile

A ben vedere, al di là delle realizzazioni pratiche, l’idea stessa di “insegnare” a una macchina a fare determinate cose, ovvero il concetto basilare di quella che oggi chiamiamo programmazione, è frutto dell’intuizione di una donna: Ada Lovelace. Figlia legittima del celeberrimo poeta Lord Byron, da sempre attratta dalla matematica, Ada, collaborando con Charles Babbage per la creazione della sua macchina analitica, mai effettivamente realizzata, fu ideatrice del primo algoritmo della storia, concepito per esser letto da una macchina, per la generazione dei numeri di Bernoulli. in pratica, il primo programma della storia. Ciò le valse, oltre al soprannome di “incantatrice dei numeri”, un ruolo fondamentale e pioneristico nello sviluppo dell’informatica: in suo onore, il Dipartimento della Difesa USA chiamò Ada il linguaggio ideato nel 1979 per i propri sistemi informatici, tuttora in uso e studiato, fra l’altro, anche nella nostra SUPSI. Ogni anno, infine, il giorno dedicato alla celebrazione dei successi delle donne in campo tecnologico è chiamato proprio Ada Lovelace Day.

Ada Lovelace

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