Strage a Lampedusa, l’anniversario

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Senz’ombra di dubbio, nella storia recente di Lampedusa, è stato il giorno più triste. Era il 3 ottobre 2013. Un trauma del quale gli isolani preferiscono non parlare. Ma che non hanno dimenticato e che semplici cittadini, volontari di associazioni e ONG varie, membri delle forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni, ma soprattutto cinquecento ragazzi provenienti dalle scuole di tutta Italia e di mezza Europa proprio oggi hanno voluto ricordare e commemorare con un corteo, indossando una maglietta con su scritto #iosonopescatore.

Quella del 3 ottobre di sei anni fa non fu l’unica, ma certamente è stata la più drammatica strage che a Lampedusa si ricordi, dato che quello sciagurato giovedì, al largo dell’isola, persero la vita 336 persone in un naufragio che scosse le fondamenta dell’Europa nel modo più orribile. Mettendola di fronte alle sue responsabilità e a un dilemma che da allora è rimasto insoluto, divenuto motivo di scontro politico e un’arma nelle mani delle destre sovraniste e xenofobe. Così alla vergogna e allo schifo si è aggiunto altro schifo.

Intanto però, oggi, a Lampedusa, uomini e donne di buona volontà hanno dato vita a una marcia che, partendo da piazza Castello, arriverà alla Porta d’Europa. Di magliette ne sono state distribuite 2.000 grazie al progetto “Snapshots from the Borders”, magliette che vogliono ricordare come “la legge del mare” sia l’unica legge alla quale è necessario far riferimento quando ci sono delle persone che, spinte dalla disperazione, cercano di attraversare il Mediterraneo rischiando la vita.

Vogliamo far sentire le nostre voci ai politici e governi nazionali ed europei – hanno ribadito i promotori del progetto europeo – per richiamarli alle loro responsabilità verso politiche migratorie più coerenti. I bisogni e le condizioni delle comunità locali che accolgono i migranti necessitano di sostegno dall’Europa, un sostegno che sia solidale verso tutti, cittadini locali e migranti insieme”.

Infatti “Snapshots from the Borders”  un progetto di durata triennale, oltre a chiedere che il 3 ottobre diventi “Giornata europea della memoria e dell’accoglienza”, come obiettivo si prefigge proprio una maggiore consapevolezza e comprensione delle cause che stanno alla base dei flussi migratori, favorendo la collaborazione e il coordinamento tra i territori europei di confine interessati più direttamente dal fenomeno. #iosonopescatore, la scritta scelta per questo triste anniversario, è un chiaro omaggio all’eroismo di quei pescatori e delle squadre di soccorso che, dopo il rovesciamento del barcone che causò la tragedia, il 3 ottobre del 2013 riuscirono comunque a salvare 155 vite.

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