Lugano, un campus universitario affacciato su case anziani

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Un campus universitario medicalizzato? Sì per studenti tremendamente fuoricorso … ah ah ah!

La battuta è immaginata ma la situazione è reale, è lo specchio della realtà di una città che vuole ringiovanirsi che si desidera alla moda che si vede polo universitario ma che non ricorda cosa sono, cosa desiderano e come sognano i giovani.

Lugano Marittima e Bar Mojito sono sbandierati come idee di successo per coinvolgere i giovani e animare le serate sulle rive del Ceresio, ma pensano veramente che ai giovani basta sbronzarsi per essere felici e sentirsi coinvolti socialmente? È un vecchio retaggio, in effetti i bar vicini alle case di riposo hanno i tappetini per giocare a carte e i “mezzetti di rosso” a prezzo scontato … sbronzarsi è da vecchi! (anche se piace pure ai giovani). Agli universitari, agli studenti e ai giovani in generale piace creare, organizzare, inventare ma anche ballare, sballare, trombare e contestare. È stato così negli anni ’40 un po’di più negli anni ’60 e ancora oggi ci corrucciamo sul divario generazionale, tutto sommato è quasi naturale. Ma Lugano sorprende perché ha un municipio piuttosto giovane, il vecchiume politico è già stato rottamato ma poco è cambiato.

Ai giovani piacciono i ritrovi alternativi, posticini interattivi, locali in continuo cambiamento magari inventati al momento e smontati come da manuale prima che arrivi la comunale. Vi sorprende? Ma parlate con chi a studiato a Zurigo a Losanna o a Berna con chi è stato oltre Gottardo, fatevi raccontare come era la vita goliardica e guascona di quegli anni impegnati. Certo che se la chiaccherata la fate con un ragazzo di Aldesago che ha studiato comunicazione o teologia a Lugano e che vive con mamma e babbo siamo veramente nella merda, gli orizzonti si chiudono a riccio su noi stessi per forza di cose.

Le città universitarie alloggiano molti giovani, dove alloggiano i giovani si incontrano spesso musica e feste, schiamazzi e risate e qualche gavettone. Questo è logico e naturale. Le città universitarie sostengono volentieri locali come il Tra, il Turba, lo Spazio 1929, il Mulino e iniziative come quella dello Spazio Morel; lo fanno anche per controllare i giovani più facilmente e non solo per puro spirito studentesco.

Vi ricordate le retate dello scorso anno lanciate da Bertini?! Il municipale aguzzino appena stato ragazzino? Forse ha controllato i bar sempre vuoti che fatturano l’ira di dio, quelli della mafia italo-svizzera quelli conosciuti dalla polizia federale?! Ma noo solo quelli alternativi frequentati dagli studenti dagli artisti e dai liberi pensatori.

E la lunga lotta al Mulino?! A parte la buona Cristina Zanini Barzaghi tutti contro come dei draghi …

Una città universitaria deve innanzitutto essere conciliante, può anche essere la città più sicura del cantone ma deve essere sopratutto tollerante. Il che vuole anche dire comprensiva, paziente, generosa, democratica, accondiscendente, di mente aperta, liberale, pietosa, magnanima … tutti sinonimi di tollerante. Lugano sa tollerare solo ciò che propone il dicastero giovani del buon Chiapparino, se non è un’idea di CL o di Opusdei fuori dagli zebedei! Se balli in piazza e gridi a pieni polmoni, fuori dai coglioni! Se fai il bagno in una fontana ti arrestano come una puttana! Se poi osi inventare un bar dentro un cassonetto, senza cena ti mettono a letto. A proposito di letto, dove alloggeranno gli studenti con gli affitti in corso? Nelle case per anziani del circondario ci sarà un posticino?

La Sosta a Massagno, Tertianum Parco Maraini, Residenza Rivabella Magliaso, Al pagnolo Sorengo, Casa Girasole, Residenza Paradiso, Casa Biancamaria Cadro, Casa Caccia Rusca Morcote, Cà Rezzonico, Casa Serena, Residenza Meridiana, Residenza Gemmo … figa, proprio una città per giovani in zona di silenzio!

Lugano città universitaria, Lugano città giovane per i giovani? Forse un giorno quando Foletti e Borradori diventeranno genitori, o quando Bertini Jelmini e Quadri penseranno da soli come delle madri e quando Badaracco avrà finito di scavare il buco del fuco.

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