Marina non corre solo per la bandiera

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Come si poteva immaginare, le forze progressiste del Cantone, forti del notevole exploit del 20 ottobre, si compattano ancora di più intorno alla figura di Marina Carobbio, che oggettivamente avrebbe le carte per riuscire a strappare un seggio per gli Stati, visto l’affollamento che c’è a destra.

Una destra che proprio per il suo sovraffollamento, rischia di disperdere in suddivisioni fratricide fra i tre candidati, Lombardi, Merlini e Chiesa, voti potenziali. Chi dà Lombardone per già vincente, ha probabilmente ragione. Però la voglia di rivalsa della sinistra e dei Verdi è oggi come la fame chimica: impellente, inarrestabile e feroce. Come è avvenuto al Nazionale, equilibri che si davano (e mai errore sarebbe più fatale) per scontati rischiano di sgretolarsi in un attimo.

Scrive Matteo Caratti su La Regione alla fine del suo editoriale di ieri, che analizza la corsa al Consiglio degli Stati:

“…pensate che i leghisti vogliano ora sostenere Marco Chiesa, con il rischio di vederselo eleggere a Berna e ritrovarselo domani candidato al Consiglio di Stato a fare le scarpe ad uno dei due leghisti? Anche no! Altro fronte in crisi, il PLRT, con un’alleanza (di centro ma storicamente contro natura) stretta con il PPD, che ha funzionato a senso unico (PPD ha ora due eletti al Nazionale, ma Merlini non è decollato), con una base liberale che in parte non ha votato la scheda di partito, perché (scriviamolo) non sopporta di “sporcarla” con i voti PPD (i trascorsi hanno un peso!), e alle prese con una rapida svolta verde, che pure lei non è stata forse del tutto creduta/digerita. Ecco perché accanto a Lombardi Marina Carobbio non corre solo per la bandiera.”

Il partito socialista ribadisce intanto con severità la sua linea. Non è tempo di giochetti e tanto meno di votare, per l’ennesima volta, il meno peggio. Questa volta si vota tutti compatti non solo per la sinistra, ma per una personalità, come Marina Carobbio, che incarna alla perfezione le istanze sociali tanto care a sinistra e anche quelle ecologiste. Carobbio è inoltre molto benvoluta anche da altre fasce di popolazione, che si riconoscono ad esempio nell’associazione consumatori o nell’associazione inquilini. A tutto questo aggiungiamo un anno come Prima Cittadina e una competenza e autorevolezza che anche la gran parte degli avversari le riconoscono. Leggiamo dal comunicato del PS:

“La Direzione del PS ha deciso che solo votando Marina Carobbio senza disperdere voti si potrà portare la prima donna ticinese alla Camera dei Cantoni. 
Il PS ringrazia I Verdi del Ticino, il Partito Comunista e ForumAlternativo per il loro sostegno così come Greta Gysin, che con la sua rinuncia concretizza l’appoggio unitario alla candidatura di Marina Carobbio…”

“… solo il voto degli elettori e delle elettrici a Marina Carobbio senza disperderne altri potrà permettere di eleggere per la prima volta nella storia del Cantone una donna ticinese alla Camera dei Cantoni.

L’area rosso-verde cantonale ha raccolto il 28% dei voti il 20 ottobre: deve essere perciò rappresentata anche agli Stati. Nel 50. anniversario dell’introduzione del diritto di voto alle donne a livello cantonale, il Ticino ha diritto di essere rappresentato del suo insieme alla Camera dei Cantoni senza escludere le donne, ovvero la metà della sua popolazione. (…)”

Insomma, stavolta, come non capitava da tempo, la sinistra e i Verdi ci credono. Sono agguerriti, percorsi da brividi di vittoria e pronti a fare una campagna battente con un solo scopo: mandare Marina Carobbio nella Camera alta, occupata da tempo immemore da PPD e liberali.

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