Nenad Stojanovic a cuore aperto

Di

Di Gemma D’Urso

Nativo di Sarajevo, diventato svizzero nel 2003, il politologo e giornalista Nenad Stojanovic può essere considerato ticinese a tutti gli effetti anche se ormai vive e lavora oltre Gottardo. Il quotidiano romando Le Temps gli ha appena consacrato la sua “Grande Interview”: Nenad vi racconta la Bosnia della sua infanzia, la Lugano della sua adolescenza e gioventù e ripercorre la storia del suo paese d’adozione che conosce meglio di tanti svizzeri di nascita.

Da Sarajevo a Lugano in una piovosa giornata dell’aprile 1992

Da giornalista cresciuta in Romandia dove mi sono formata in quella professione prima di approdare in Ticino nel lontano 1985, posso affermare senza esitazione che non capita spesso che un quotidiano francofono di prestigio come Le Temps di Losanna dedichi una doppia pagina con tanto di foto ad un ticinese. Poiché Nenad Stojanovic, giunto a Lugano “in una piovosa giornata d’aprile 1992” come lo racconta lui stesso nell’intervista rilasciata al quotidiano vodese sabato scorso, può essere considerato ticinese a tutti gli effetti.

Al suo arrivo nella città sul Ceresio dove la famiglia Stojanovic fuggiva l’assedio di Sarajevo, Nenad aveva 16 anni. In Ticino ottenne quindi la maturità, divenne giornalista presso il Giornale del Popolo e iniziò la sua militanza nei ranghi del PS per il quale fu eletto al Gran Consiglio nel 2007 quattro anni dopo aver ottenuto la cittadinanza svizzera. Anche se Nenad ha lasciato il nostro cantone per insegnare politologia all’Università di Ginevra mentre vive a Berna con la moglie Lisa e i tre figli, i legami con il Ticino dove vivono tuttora i genitori sono forti. Tant’è che domenica scorsa ha commentato i risultati elettorali per la Radiotelevisione della Svizzera italiana.

“Non ho mai veramente lasciato il Ticino”

Nella “Grande Interview”, i lettori di Le Temps hanno potuto scoprire un uomo che ricorda con serenità il suo passato in quella che allora si chiamava ancora Jugoslavia: “i miei genitori erano universitari e lavoravano in una banca, mio padre come giurista mentre mia madre si occupava della formazione continua dei quadri, non eravamo coinvolti dai problemi di separazione etniche…”

L’integrazione in Ticino non è stata difficile per Nenad che, sin dal liceo ha militato nel PS. Diventato corrispondente parlamentare a Berna per l’allora Giornale del Popolo, nel 2002 il Consigliere federale Moritz Leuenberger ne fa il suo collaboratore scientifico. Da lì l’ascesa del giovane Nenad sarà fulminea.

Le Temps non ha mancato di focalizzare le sue domande sulla politica ticinese come la comparsa della Lega, del populismo: “Il mio arrivo in Svizzera” ricorda Nenad, “corrisponde infatti alla salita della Lega sulla scena politica cantonale e, più tardi, nel 2004 quando sono stato eletto nel Consiglio comunale di Lugano, sono stato regolarmente preso di mira nel Mattino della Domenica …” Il giornalista gli chiede se è per questo che ha lasciato il Ticino: “No, dal 1996 andavo e venivo, ho conseguito una laurea in Scienze politiche a Ginevra, un Master a Montreal, un dottorato a Zurigo però è soltanto da due anni che vivo stabilmente a Berna, ma non ho mai davvero lasciato il Ticino, i miei genitori ci vivono ed io continuo ad essere presente nei media in special modo nel settimanale Il Caffè per il quale scrivo regolarmente.”

L’intervista a Le Temps è stata concessa alla vigilia delle elezioni. Nenad prevedeva un’onda di centro sinistra. “Io stesso” ha detto, “mi posiziono nell’ala ecologista del PS, esiste eccome! Faccio un esempio: secondo me è una stupidità volere difendere a tutti i costi le sovvenzioni per salvare l’aeroporto di Lugano, è uno spreco di soldi pubblico per gli interessi dei privati! D’altra parte, l’ala sindacalista del partito penserà a salvare la quarantina di impieghi a rischio …”

“La democrazia diretta favorisce le minoranze”

La “Grande Interview” a Nenad Stojanovic si chiude su un plauso alla democrazia diretta della Svizzera e alla sua multiculturalità: “Tanti politologhi stranieri” dice il ticinese, “temono la democrazia diretta poiché ritengono che possa ritorcersi contro le minoranze. Io invece ci sono assolutamente favorevole, in Svizzera la democrazia diretta favoreggia lo statuto di minoritario: prendo il mio caso di multi minoritario come ticinese, socialista e di origine straniera e mi ritrovo una volta su due nel campo dei vincitori!” E infine: “Ho la fortuna” conclude Nenad, “di vivere in un paese prospero sì, ma anche in cui le regioni multi linguistiche coabitano pacificamente e dove la concezione dell’identità nazionale è incredibilmente libera! Detto ciò ho mantenuto anche la cittadinanza bosniaca e torno regolarmente a Sarajevo, città che rimane nel mio cuore, ma non ho né l’ossessione delle radici né quella del convertito!

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!