Non hai i soldi? Non ti operiamo

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Avete sentore che anche da noi le cose stiano cambiando in termini di sanità? Beh, non è più solo un’impressione. Le avvisaglie sono sempre più numerose. Una testimonianza diretta sui dubbi comportamenti di una clinica conferma l’ipotesi di una sanità ormai vicina a un pericoloso degrado.

Persone che non si vedono rimborsati farmaci costosi, ritrosia delle casse malati, oppure, come nel caso di Bruno, la necessità di anticipare i costi dell’operazione nonostante si sia affiliati alla cassa malati, che questa volta però non ha colpa. Ma ascoltiamo direttamente dalla bocca di Bruno Angeloni la sua disavventura:

“Nelle scorse settimane ho dovuto sottopormi all’operazione della cataratta a tutte due gli occhi presso la clinica Santa Chiara di Locarno.

Premetto che gli atti medici si sono svolti correttamente, ma ciò che mi fa scrivere queste righe è quanto accaduto con l’amministrazione della clinica.

Il primo intervento (occhio destro) è stato eseguito il 9 ottobre u.s. e tutto si è svolto normalmente; mi sono presentato all’accettazione, ho fornito la tessera della mia Cassa Malattia (Helsana), mi sono recato in sala d’aspetto, hanno eseguito l’intervento e sono rientrato al mio domicilio, tutto OK!

Il secondo intervento (occhio sinistro) era previsto il 23 ottobre.

La mattina del giorno prima (22 ottobre) ricevo la telefonata dalla Clinica Santa Chiara che pretende il pagamento anticipato dell’intervento. Le parole usate sembravano una forma di ricatto:

“Se lei domani vuol essere operato ci deve anticipare fr. 1’800. — per il costo dell’intervento”.

Io, già agitato perché devo sottopormi ad una operazione, resto basito e chiedo delucidazioni. La spiegazione che ricevo è alquanto sconcertante: dicono che hanno problemi con la cassa malati Helsana e che non ricevono i pagamenti degli interventi da molto tempo.

Immediatamente chiamo l’Helsana per chiedere delucidazioni e sì, la cassa malati ha effettivamente un contenzioso aperto con la Clinica, in quanto le operazioni di cataratta sono più care che nel resto del Ticino e l’Helsana vuole sapere il perché prima di pagare! Ma questo non dovrebbe in alcun modo riguardare i pazienti. L’Helsana mi invia una lettera confermandomi che la Clinica Santa Chiara SA non ha NESSUN DIRITTO DI RICHIEDERE UN ACCONTO.

Sono un pensionato (vivo con l’AVS) e non posso disporre da oggi a domani di cifre così importanti, ma per la salute e per evitare storie mi sono fatto prestare i 1’800. — fr..

Tutto finito?

Il giorno seguente, giorno dell’operazione mi presento in Clinica con i soldi in contanti, pago e riferisco quanto mi ha scritto la cassa malati; ma non curanti di ciò mi rispondono sempre in tono intimidatorio che: “LA SUA CASSA MALATTIA PUO’ SCRIVERE QUELLO CHE VUOLE, NOI FACCIAMO QUELLO CHE VOGLIAMO”.

Vabbè, tutto finito, ora penso all’operazione e mi dirigo in sala d’aspetto … ed invece ecco che un attimo prima di entrare in sala operatoria un dipendente dell’amministrazione della clinica si avvicina mi chiede di uscire in corridoio e, udite udite, mi chiede se non ho con me la carta di credito per una strisciata. Una strisciata??

“Beh si – mi dice il dipendente- ci siamo accorti dell’errore, abbiamo dimenticato di chiederle l’acconto di 1’800.—fr. della prima operazione, quella del 9 ottobre, ma possiamo rimediare se ci dà la sua carta di credito!”

Naturalmente dico di no ma non contento mi porge una cedola di versamento e mi chiede di provvedere al pagamento nei prossimi giorni.

E qui non ho più parole.”

E di parole non ne abbiamo più neanche noi. Questo è ricatto e prevaricazione, dove una struttura sanitaria decide bellamente di rifarsi, alla faccia dell’etica, sulle spalle di persone che nel bisogno non se la sentono di avviare un contenzioso. Immaginatevi voi come vi sentireste se vi chiedessero soldi poco prima di un’operazione. E immaginatevi se si trattasse di un’operazione al cuore invece che una di cataratta. Ribadiamo quelo che dice la cassa malati: “la Clinica Santa Chiara SA non ha nessun diritto di chiedere un acconto”, ma lo fa lo stesso fregandosene bellamente delle regole. Meglio mettere in difficoltà i malati che perdere qualche franco.

Siamo alla vergogna totale. Se il sistema deve migliorare, devono attivarsi tutti gli attori, medici, cliniche, ospedali e casse malati, sennò il degrado è dietro l’angolo, anzi, a sentire la testimonianza di Bruno, l’angolo lo ha già superato da un pezzo. Fare qualcosa è perciò imperativo, le chiacchiere sono a zero e i cerotti non bastano più. Auspichiamo che il Consigliere di Stato De Rosa faccia luce su questi fattacci, che vanno a colpire ignari pazienti, a cui tocca pagare per le beghe tra casse malati e clinica.

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