Non solo clima, ma anche smog

Di

La NASA l’ha definita la camera a gas d’Italia. È la pianura padana, proprio di fronte a noi. L’Italia ha anche il triste primato, in base ai recenti dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, dei morti per inquinamento: 3000 dovuti all’ozono, 14’600 a causa del biossido d’azoto, 58’600 dovuti alle polveri fini, quelle che escono dal nostro bell’inceneritore di Giubiasco, tanto voluto dalla Lega dei Ticinesi.

Sono numeri che fanno rabbrividire. Decine di migliaia di persone che, semplicemente se fossero vissute altrove, in posti con aria più salubre, sarebbero ancora in vita. Un numero di morti all’anno che, sommati, danno praticamente la popolazione intera della grande Lugano. Una Lugano all’anno di morti per inquinamento.

Ma l’inquinamento è come un male invisibile, e quindi non siamo in grado di percepirlo come pericolo reale. Se una grande sfida corale è quella del clima, più regionale è quella dell’inquinamento. Perché a prescindere dalle emissioni, è spesso la geologia del terreno a rendere più mefitica una zona piuttosto che un’altra.

Varie sono le cause: inquinamento industriale, riscaldamenti, traffico automnobilistico, motori diesel, concimi e letame del bestiame negli allevamenti intensivi. Un mix che da noi pagano soprattutto le aree del Mendrisiotto e del Luganese.

Secondo l’agenzia: “Due milioni di italiani vivono in aree della Pianura Padana dove i limiti imposti dall’Unione Europea ai tre principali inquinanti sono sistematicamente violati”.

L’Europa ha già infatti avviato delle procedure di infrazione. Tutto questo, per noi miserelli, lascia il tempo che trova, visto che all’inquinamento nostrano, soprattutto nel Chiassese e nel Mendrisiotto, tocca aggiungere quello della Bassa Padana.

A salvare capra e cavoli, c’è proprio da sperarlo, un accordo siglato dalle regioni padane, Emilia, Lombardia, Piemonte e Veneto, l’”Accordo di bacino padano”, che si impone di cercare di migliorare la qualità dell’aria.

In Ticino siamo comunque più fortunati, I rilevamenti di polveri fini (PM 10) fatti a Bioggio in questi giorni si assestano con valori tra i 7 e i 21 microgrammi per metro cubo. Questo a fronte di una media, negli ultimi anni, calcolata nella valle padana di 45/46 microgrammi per metro cubo.

Ormai le ricerche confermano la relazione tra inquinamento e malattie respiratorie e cardiovascolari (asma, broncopneumopatie, infarto, ictus, cardiopatie ischemiche). Anzi, quantificano con precisione il maggior rischio di mortalità, che è dello 0,3% ogni 10 microgrammi in più di fattore inquinante. Sembra poco, certo, finché non siamo noi o un nostro caro a prenderci un tumore ai polmoni o a finire semiparalizzati per un ictus.

Comunque, se volete disertare le città più inquinate d’Italia, evitate Padova, Venezia, Rovigo e Treviso. Meglio una bella gita ai Sassi di Matera.

E chiediamo a Zali e compagnia di fare qualcosa di serio per l’aria che respiriamo, o perlomeno di evitare i rally, uscite come “tanto è già talmente inquinato che il rally non influisce” lasciano sinceramente senza parole.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!