Per i figli è meglio un kayak

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La famiglia Radford ha 21 figli, ora aspetta il ventiduesimo. Non tiratemi fuori storie sull’amore materno o cose del genere. 22 bambini sono una colonia, non una famiglia.

Il mucchio selvaggio

22 bambini sono un’orda, una turma. Sono due squadre di calcio che possono giocare l’una contro l’altra con mamma che fa da arbitro e babbo, quello psicopatico, il guardalinee.

Perché non c’è scampo, gente così ha una malattia. Pensate solo a lei, la fattrice, la venere neolitica. Non fa nemmeno tempo a scodellarne uno che già ne infila un altro in catena di montaggio. La signora Bonnie Radford ha 45 anni, ed ha passato (almeno) gli ultimi ventidue con la pancia, che è bellissima una, due, o tre volte valà, ma 22 volte? Gambe gonfie, vene varicose, nausee, acidità di stomaco, crampi, mal di schiena e tette gonfie come meloni. Tutto questo ventidue volte nella vita. Per non parlare dei parti in se stessi e di ciò che comporta il recupero, anche se di recupero non è il caso di parlare. La signora Bonnie probabilmente non faceva in tempo a mettere l’ultimo nato nella batteria di lettini che il marito Chris già provvedeva a renderla di nuovo felicemente madre.

Due squadre di calcio

Ma poi li pensate? Aiuti i figli a fare i compiti? A ventidue potenziali somari? Ci sono i fratelli e le sorelle grandi, direte. Certo, e ‘sti poveri disgraziati si fanno venire la gastrite a sedici anni perché hanno passato tutta la pubertà a cambiare pannolini e a dare la pappa ai fratellini. Disadattati i grandi che diventano isterici e disadattati i piccoli che crescono come polli in batteria.

E il cibo? Chi di voi è stato in colonia? 22, cribbio, era grossomodo la sezione degli scout di dove ho prestato onorato servizio. Miseria ladra, già mi sembrava difficile cucinare per una pattuglia di sei, figuriamoci per la sporca doppia dozzina. Ventidue famelici rampolli, che se prendo come pietra di paragone i miei, ti costano come il leasing di una Ferrari solo per le patatine. Siamo onesti, o il babbo Chris è un manager di Singenta, oppure vive del buon cuore dell’assistenza britannica, perché solo per i calzini spende una cifra superiore al PIL di un piccolo Paese dell’America centrale.

Se c’è l’amore…

I vestiti? I mezzi di trasporto? Voi direte: eh, ma se c’è l’amore c’è tutto. Balle.

Lo dite voi, lo dicono il signor e la signora Radford che hanno deciso di ripopolare le isole britanniche da soli, ma i figli? Io un paio di fratelli maggiori di famiglie numerose li ho conosciuti, uno, poverino, ha avuto davvero la gastrite prima dei diciott’anni, l’altro faceva tenerezza perché veniva alle riunioni dei genitori a scuola al posto della madre che, pure abbandonata dal marito che era scappato con la segretaria (giuro!), rimaneva a casa ad occuparsi dei piccoli.

No, fare ventidue figli non è amore, è follia. È come buttarli nel lago e gridargli: “nuota! Ti amo tanto!” sperando che imparino a mulinare abbastanza velocemente braccini e gambine prima di affogare. Date retta a uno scemo, figli è meglio averne solo un paio o tre ma fornirgli un bel robusto kayak.

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