Per tutti, non per pochi

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In Svizzera il popolo perde vie più forza finanziaria e potere d’acquisto. Troppe persone cadono nella precarietà e nella povertà, pur lavorando. Il caso del Ticino è estremo e rappresentativo. La metà dei Ticinesi affronta a fatica spese impreviste di 2’500 franchi, uno su tre vive a rischio povertà e 17 su cento soffrono la povertà; il doppio rispetto media nazionale. Senza dimenticare che in Ticino si guadagnano mediamente 1’000 franchi in meno al mese rispetto alla media nazionale e un Ticinese in tutta la sua attività lavorativa guadagna mediamente mezzo milione di franchi in meno in confronto a un suo connazionale d’oltre Gottardo.

​A queste condizioni fa contrasto l’opulenza dei più ricchi del nostro Paese. Gli svizzeri più fortunati si arricchiscono sempre di più e i patrimoni dei miliardari aumentano a dismisura. Il numero dei milionari è in costante aumento: + 55% negli ultimi 10 anni. Come rivelato dalla rivista economica Bilanz, il patrimonio delle 300 persone più ricche residenti in svizzera è stimato a 675 miliardi.
Nel 1999 i 300 più ricchi della svizzera detenevano 374 miliardi e in soli 10 anni il loro patrimonio è cresciuto di 215 miliardi. Un patrimonio che da solo potrebbe risanare tutto il debito pubblico e bastare al risanamento dell’AVS per i prossimi 20 anni.

A termine di paragone, a fine 2018 il debito lordo della Confederazione ammontava a 99,4 miliardi di franchi, le entrate totali di quest’anno sono preventivate in 74,2 miliardi e si preannunciano uscite pari a 71,4 miliardi. 

Con un debito in costante diminuzione e una ricchezza in crescita, si dovrebbe investire in progetti per il benessere collettivo anziché ridurre ogni anno il debito pubblico, tagliare sistematicamente le prestazioni dello Stato e ridurre la pressione fiscale a beneficio dei più ricchi del Paese. Purtroppo, questo non accade. Perché le decisioni sono prese da troppo tempo da una maggioranza di destra e liberale, che a parole presume di essere attenta ai bisogni della collettività, ma che nei fatti si dimentica del popolo ed è sempre pronta a servire gli interessi dei potenti. Risultato? Una disparità crescente tra chi possiede molto e chi anno dopo anno possiede sempre meno. 

Eppure i nostri valori costituzionali affermano che la forza di un popolo è commisurata al benessere dei più deboli dei suoi membri. Ma al di là dal Gottardo, sotto la cupola federale, nella Sala dei Passi Perduti, fra lobbisti e rappresentanti di grandi interessi, i valori cambiano. Piuttosto che ai più deboli, spesso colpevolizzati e ritenuti responsabili dei loro mali, troppi politici tendono a guardare ai propri interessi e a quelli dei più forti, da cui ricevono lauti compensi per le loro prestazioni.

E se decidessimo tutti insieme di rafforzare veramente la sovranità svizzera? A cominciare da quella finanziaria, rafforzando l’indipendenza e l’autorevolezza rispetto ai capitali privati che sovrastano il bene comune, grazie a una fiscalità più equa e a salari veramente degni di questo nome. In questo modo risponderemo veramente e in modo concreto ai bisogni della popolazione.

Per attuare i cambiamenti necessari ad una società migliore e maggiormente equilibrata, capace di guardare ai bisogni del ceto medio e delle persone in difficoltà, è necessario cambiare le maggioranze al Parlamento federale. Per questo è più che mai necessario votare con convinzione i partiti dell’area rossoverde sempre disposti a lavorare per tutti, non per pochi. 

Igor Righini è candidato PS al Consiglio Nazionale

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