Il criminale straniero? Un coccodrillo

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A Timor Est, un piccolo staterello dell’oceano Pacifico, sono in molti quelli che, ancora legati alle antiche tradizioni del luogo, venerano e rispettano i temutissimi coccodrilli, i più grandi predatori terrestri al mondo molto diffusi proprio nelle acque che cingono l’isola. Nella lingua del posto vengono affettuosamente chiamati abo, cioé nonni, e questo malgrado siano la causa di almeno un decesso al mese. E se si pensa che Timor Est ha poco più di un milione di abitanti, è come se in Svizzera i lucertoloni uccidessero un centinaio di persone l’anno, grossomodo i morti per incidenti stradali che si registrano ogni sei mesi sulle nostre strade.

La leggenda narra che Timor sia nata proprio da un coccodrillo. L’animale, dopo essere stato salvato da un baldo giovine e aver esplorato con lui l’oceano, si trasformò in un’isola sulla quale il ragazzo potesse vivere. Una leggenda radicata al punto che, se un est-timorese parte l’espressione usata è “me ne vado dal Coccodrillo”, un po’ come un italiano direbbe “lascio lo Stivale”. Ma, modi di dire a parte, il problema è che negli ultimi dieci anni gli attacchi da parte dei nonni dalla pelle verde e squame sono aumentati di venti volte rispetto ai dieci anni precedenti.

Stando ad alcune antiche credenze loro non sarebbero altro che la reincarnazione degli antenati e l’aumento esponenziali degli attacchi fin qui registrati un segno della lor rabbia e disapprovazione riguardo all’andazzo del presente. Ma come si spiega questo vertiginoso aumento degli attacchi mortali registrati negli ultimi anni? Sono due le principali teorie che circolano in merito alla faccenda. La prima è legata all’indipendenza del Paese, ottenuta nel 2002, che coincide anche con la legge che vieta l’uccisione dei coccodrilli. Durante la dominazione portoghese e indonesiana l’abbattimento selettivo dei coccodrilli era consentito. L’aumento degli agguati avrebbe così a che fare con l’aumento del numero di coccodrilli a causa della fine della loro uccisione. Ma la teoria più curiosa è senza dubbio la seconda.

Teoria che invece chiama in causa nientemeno che i coccodrilli stranieri. La ragione per la quale ci sarebbero più persone uccise sarebbe per via di certi coccodrilli immigrati da un altro continente. Un numero di coccodrilli illegali, a quanto pare, in continuo aumento. Roba che i democentristi di casa nostra cavalcherebbero alla stragrande. I coccodrilli incriminati sarebbero quelli australiani. Gli esperti concordano infatti nel dire che un coccodrillo marino in salute potrebbe nuotare per centinaia di chilometri e, partendo dal nord dell’Australia, arrivare perfino a Timor Est.

A sostenerlo c’è perfino una ricerca pubblicata sulla rivista accademica The Wildlife Society. Una teoria che, scienza a parte, ha il sostegno di parecchi abitanti dell’isola, perfino del segretario di Stato di Timor Est, che si è espresso in questi termini: “Le persone credono che i coccodrilli siano i nostri antenati e gli antenati non attaccano le persone. I nostri nonni non ci uccidono”. Per la serie, nonno avvisato, mezzo coccodrillo salvato.

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