Super cool regalare sex toys

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Un’iniziativa della Gioventù Socialista a Berna ha fatto storcere il naso ai benpensanti, ma molti l’hanno invece trovata geniale e brillante.

“Super cool”, l’hanno definita alcune passanti, omaggiate dei sex toys, rigorosamente violetti, come il colore delle femministe. Allegati ai giocattoli, uno slogan: “le donne vogliono di più della sola retribuzione”.

La vagina è mia

Il piacere visto come gioco, certo, ma anche come appagamento, quando solo fino a pochi decenni fa i tabù sessuali impedivano quasi alle donne anche solo di parlare di orgasmo. Alla base dell’idea, sicuramente le lotte femministe del 68, coi loro slogan che toglievano ogni dubbio: “La vagina è mia e me la gestisco io”. Aprendo anche la femminilità alle rivendicazioni sessuali, dove il piacere femminile chiedeva la stessa omologazione di quello maschile.

Dietro all’azione, la vulcanica Tamara Funiciello, amata ex presidente dela JUSO (Attualmente è entrata in carica Ronja Jansen) e la sua collega Tanja Blume, vicepresidente JUSO di Berna.

Non solo rivendicazione sessuale dunque, quello è uno specchietto per allodole volto ad attirare l’attenzione sulla battaglia campale dei socialisti, quella della parità salariale:

“Le donne lavorano le stesse ore degli uomini, ma alla fine dell’anno hanno 108 miliardi in meno nelle loro buste paga”

Cerchiamo una vera parità

Dichiara il PS di Berna, che ha patrocinato l’azione. Ricordiamo che diverse volte, la stessa Tamara Funiciello è stata bersaglio di vergognosi attacchi di body shaming e di sessismo, soprattutto da parte di esponenti UDC (leggi qui). La parità passa dovunque e attraverso tutte le condizioni e tematiche. Sessualità, lavoro, diritti e tanto altro, devono camminare di pari passo perché si possa avare successo. L’impressione in questi mesi, anche dopo lo sciopero delle donne, è che non sarà più tollerata la diseguaglianza. Scriveva in un nostro articolo, tempo fa, Marco Narzisi, parlando dell’8 marzo:

Dovrebbe essere, invece, la giornata in cui supplichiamo perdono, in cui, alle donne, non regaliamo mimose, ma chiediamo scusa. Soprattutto noi, che ci riempiamo la bocca di parole come parità, emancipazione, diritti, che guardiamo con disprezzo a chi mette un burqa addosso a una donna e poi quel burqa lo mettiamo in modo simbolico, tenendo le donne sempre un passo indietro a noi in tutto. (leggi qui)

Perciò, sex toys o meno, cerchiamo di essere davvero paritari, senza paranoie o fanatismi. È facile, basta valutare tutte le persone, indipendentemente da sesso e colore, con gli stessi parametri e dando loro le stesse opportunità e diritti.

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