Tuto Rossi : signori si nasce

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Tuto Rossi in campagna elettorale tira legnate negli stinchi a tutti i suoi colleghi. D’altronde mica si entra in gara per favorire gli altri, no?

“ …insisto ! E se non gliel’ho detto prima è perché signori si nasce, e io lo naccqui, modestamente, caro signore…” un Totò strepitoso, recita questa parte nel film “Signori si nasce”, dove interpreta la parte del barone Zazà.

Tuto Rossi deve essere un emulo del principe De Curtis ( più prosaicamente Totò) che aveva in effetti preso dei quarti nobili dall’amante della madre, che alla fine lo riconobbe come figlio, seppur illegittimo.

Rossi, che conosciamo tutti per la grande eleganza, il savoir faire e un’onestà intellettuale non comuni, ha deciso di farsi pubblicità da solo. Il denaro è roba da villani rifatti, da oligarchi russi, da camorristi circondati da passamanerie dorate. Rossi non si piega a tanto, e delega la sua campagna pubblicitaria ai social.

Peraltro il suo disprezzo per il denaro (che condividiamo) lo ha dimostrato in passato, volatilizzando 21 milioni di franchi in Banca Stato. Dicevamo che Rossi si affida a Facebook. Scrive il nostro gentiluomo:

“8 modi per eleggere Tuto Rossi in Consiglio nazionale: raddoppiare Tuto Rossi e rigare almeno un altro candidato (obbligatorio!).
METODO 1 Radicale!
Cliccate sulla foto e capirete.
Visti i miei pochissimi mezzi a disposizione, chiedo a chi mi fa l’onore di sostenermi di condividere il più possibile questi miei post. Grazie di cuore”

Che dire, signori si nasce e lui, modestamente, lo nacque. D’altronde perché abbassarsi al livello della plebe che il partito, inopportunamente, ha preteso di affiancargli? Erroneo sarebbe tacciare il Rossi di poco fair-play nei confronti dei suoi correligionari. Quella che pratica Rossi è in realtà una lotta di classe, che vuole ristabilire il primato della nobiltà e della cavalleria, confrontato col mondo dei villani, dei mercanti e degli azzeccagarbugli. Difficile non volergli bene, difficile non scorgere, nel suo agire, una nobiltà d’animo d’altri tempi.

Bravo, Rossi, a questo punto puoi permetterti di citare il marchese Del Grillo, un altro famoso nobile del cinema, interpretato stavolta da Alberto Sordi, che in una sua famosa frase si rivolge alla plebe con fare scanzonato ma anche un po’ triste: “…mi dispiace, ma io so’ io, mentre voi non siete un cazzo”.

In bocca al lupo per le elezioni.

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