Un altro doloroso rimpatrio

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Mark, 19 anni, artista ucraino del Donbass, allievo talentuoso della Csia di Lugano, come Arlind, Yasmin e Samir … persona non grata in Ticino!

“Mark è un artista e appartiene ad una minoranza religiosa, quella dei Testimoni di Geova” ci spiega la sua avvocatessa Immacolata Iglio Rezzonico, la paladina luganese dei richiedenti l’asilo che ha assunto la difesa del giovane ucraino e dei suoi genitori nello scorso mese di maggio. “Nel Donbass da dove proviene Mark era stato minacciato di morte prima di arrivare in Ticino nel 2015 e a Lugano, dove frequenta la CSIA, si è inserito perfettamente, è ben voluto, ha instaurato rapporti affettivi solidi. Un rimpatrio forzato nel suo Paese rappresenta un pericolo per lui e per i suoi genitori.”

Questo rimpatrio è stato deciso martedì dal Segretariato di Stato alla Migrazione (SEM) in seguito al rifiuto definitivo di accordare l’asilo politico a Mark e ai suoi genitori arrivati in Ticino, dapprima a Biasca nel 2015. “Il termine di partenza è scaduto e i miei clienti non hanno ubbidito all’ordine di lasciare la Svizzera” ci dice ancora la legale Iglio Rezzonico, “ieri è quindi scattato il fermo amministrativo per la famiglia che è quindi stata condotta al carcere della Stampa.” Il papà di Mark però, gravemente malato, è stato ospedalizzato.

“Mark è ben voluto da tutti i suoi compagni di corso che questa sera si sono radunati davanti alla Stampa per protestare contro il suo allontanamento. Io ho giocato le uniche carte possibile, ossia un ricorso davanti alla Commissione dei diritti dell’infanzia alla quale ho chiesto una sospensione del volo.”

Poiché Mark e i suoi genitori dovrebbero essere imbarcati, volenti o nolenti su un volo per l’Ucraina domani mattina alle 05.00 dall’aeroporto di Zurigo-Kloten. “Mark è terrorizzato all’idea di tornare in patria dove è stato pesantemente minacciato” ci racconta la sua avvocatessa “e malgrado i medici abbiano più volte sottolineato il rischio psichico che corre Mark se dovesse tornare in Ucraina, né la SEM, né l’Ufficio migrazione del Ticino hanno tenuto in considerazione questa fragilità.”

Cosicché dopo Arlind, Yasin, Samir, tutti ben inseriti in Ticino dove erano stabiliti da anni, anche Mark con ogni probabilità dovrà andare via. Rispetto ai precedenti il suo caso è anomalo, Mark non è siriano, afgano, iracheno, non è musulmano, ma il fatto di provenire da una regione in guerra come il Donbass, di fare parte di una minoranza religiosa scomoda come quella dei testimoni di Geova, di essere un artista alternativo, di essere arrivato in Ticino quasi bambino ed esservi inserito molto bene – le testimonianze dei suoi compagni della Csia raccolte questa sera davanti alla Stampa lo attestano – non bastano a fare la differenza … Come Arlind, Yasmin, Samir per citare solo i più noti, neppure il giovanissimo Mark è persona non grata nel Ticino di Norman Gobbi!

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