Vecchio è bello!

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Bello invecchiare, soprattutto se non hai uno straccio di secondo pilastro, la pensione non ti basta per pagarti la cassa malati e per risparmiare la colla per la protesi te la devi prendere dai cinesi. Non hai abbastanza né per vivere, né per morire. Con quello che ti costerebbe EXIT poi, per non parlare del funerale… Meglio scioglierti in qualche acido o donare il corpo alla scienza. Rimaniamo quindi lì sospesi, nel limbo, in attesa che qualcosa accada.

Ma poi ci tiriamo su e ci rallegriamo tutti insieme quando arriva l’animatrice del centro anziani, oggi facciamo un cruciverbone collettivo e poi ci sarà anche la tombola con ricchi premi. Che sballo! Stanno già sgomitando tutti, e in prima fila, lasciamoli passare, hanno la priorità per anzianità di intenti, sono i nostri politici. Felici e contenti, appagati come dei bimbi che hanno appena rubato la marmellata. I loro sguardi lo stanno a dimostrare: la Svizzera è proprio un gran bel paradiso e se vuoi morire, devi morire ucciso. Non c’è via di scampo! Quasi, quasi mi faccio uno shampoo…

Natalia Ferrara. Sempre una gran signora, leggermente incartapecorita dal sole che s’è presa nel corso degli anni sulle spiagge esclusive della Versilia. Passa il tempo facendosi rincorrere nei corridoi dagli arzilli maschietti della casa di riposo.
Quadri. Faccia di sempre, naso aquilino e codino canuto. L’alternativa era morire da piccoli, avrebbe risparmiato tante sofferenza a se stesso e agli altri. Passa il tempo zabettando con tutti e dicendo al giardiniere come deve potare i rami secchi, soprattutto quelli a sinistra. Legge il Mattino Over.

Borradori e Foletti. Li chiamano anche i “soci dela bira”. I due poverelli, stremati dal piano viario del Luganese in continua evoluzione, passano le loro serate a sorseggiare Margarita in qualche bettola di periferia, ricordando i bei tempi passati, quando agli aperitivi erano loro le vedette.
Ay. Gli anni passati nella steppa e al refrigerio della distesa siberiana, hanno mantenuto bene il nostro compagno Max che ora è un arzillo vecchietto e ogni tanto bigia perfino le sedute del Politbüro per fumarsene una buona in corridoio. Hasta siempre!
Zali. Il viso scavato e lo sguardo duro da guerriero medievale. Un vecchietto incazzoso dalle gote rosee e lo sguardo gelido
Bertini e Farinelli. Una bella coppia, i due enfant prodige si sfiniscono giocando a ruba mazzetto e volte si picchiano nel giardino dell’ospizio.
Pronzini. Se li porta ancora bene i suoi anni, invecchiato sui banchi del Gran Consiglio a produrre a cottimo mozioni e interpellanze. Con gli anni si cambia ed ora è un simpatico vecchietto…
Dadò. Lo vedo un po’ maluccio, gioca ogni tanto al gioco dell’oca con quelli di Argo, ma per il resto del tempo si rintana in valle a scrivere proclami contro quei debosciati del Film Festival di Locarno e a ideare astruse alleanze con i superstiti di qualsiasi partito.
Vitta. Rimane il bimbo di sempre, imberbe e liscio. Trascorre il suo tempo a giocare a Monopoli da solo
Guerra. È invecchiato con i suoi di sempre baffetti da sparviero. Ha il vizio di legare le vecchiette agli alberi. Poi per fortuna lo chiamano e va a far merenda con i suoi compagni.
Marchesi. Pierino ne combina di tutti i colori ed è uno fra quelli che guarda sotto la gonna di Natalia. A volte sente la voce di Pinoja che da un’altra casa per anziani gli dice cosa fare.
Pamini. S’è invecchiato col sogno, e lo sogna tuttora, che i nostri figli siano liberi e svizzeri. Soffre molto, perché nella casa anziani vi sono molti curanti frontalieri
Boris Bignasca. Lui ha deciso di costruire la sua casa anziani in via Monte Boglia. Ha demolito qualche inutile chiesa con affreschi notevoli, un’ala dell’USI e il museo delle culture. È solo e triste, ogni tanto passa a trovarlo Borradori con il deambulatore.


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