B., l’ape influencer

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“Mamma, papà da grande voglio fare l’influencer!”. C’è davvero poco da stupirsi se a dirvelo è uno dei vostri figli. Quella di chi, attraverso la Rete e i social, dispensa consigli e influenza le nostre scelte è già da un po’ la moda del momento. Al punto che ormai è addirittura diventato un mestiere come tanti. Perfino ambito. A far notizia e incuriosire è però un progetto francese che ha deciso di dar voce al primo insetto influencer del web: un’ape. ll progetto in questione si chiama B. e il suo obiettivo – è piuttosto facile intuirlo – quello di attirare l’attenzione sulla capitale importanza che le api hanno in natura.

L’accento è posto anche sui gravi pericoli che una loro progressiva scomparsa comporterebbe. Una questione che non riguarda solo le api, ma più in generale tutti gli insetti. Evitare che si estinguano dovrebbe essere una priorità per tutti noi (leggi qui sotto).

B., nel frattempo, in Rete è già diventata una star. Un’ape che da quando è influencer su Instagram, attraverso i suoi selfie, buffi ma eloquenti, ha cercando di portare alla ribalta il problema raggranellando in pochi mesi la bellezza di oltre 200’000 follower.

Fondation de France, la rete filantropica istituita dal governo francese per salvare le api, spera così che il successo conquistato sui social, proprio come accade con gli altri influencer, possa fungere da stimolo per alcuni tra i marchi più noti a collaborare con il simpatico insetto che si farà promotore dei loro prodotti. I soldi raccolti grazie alla piccola ma instancabile B., un’ape mellifera rigorosamente animata in computer graphic, saranno donati all’associazione Bee Fund per finanziare azioni concrete, utili al sostegno della causa pro insetti.

Tre gli obiettivi principali. Sostenere e promuovere un’agricoltura rispettosa degli insetti impollinatori. Ricostruire gli habitat delle api andati persi a causa delle monocolture agricole e dell’urbanizzazione. Sensibilizzare tutti noi sul devastante impatto che i pesticidi utilizzati nell’agricoltura intensiva hanno sulla biodiversità e sulle api in particolare. Perché tra i fattori che stanno causando la graduale scomparsa delle api c’è senza dubbio l’uso indiscriminato dei pesticidi, in particolare dei neonicotinoidi, che ne compromettono alcuni meccanismi biologici. Ma non solo. Ci sarebbero di mezzo anche i cambiamenti climatici. Le api, a causa delle temperature in aumento, si stanno infatti spostando verso Nord alla ricerca di nuovi habitat. Una migrazione non sempre facile anche a causa della diffusione di parassiti nocivi da cui le api non riescono a difendersi.

Ed ecco spiegato perché B., una nipotina dell’ape Maia, si è rimboccata le maniche e, nell’epoca dei social, si sia servita proprio di uno di loro per far esattamente ciò che, molti di voi (ormai di una certa età) cantavate sulla sigla del vostro cartone animato preferito: “L’ape Maia va curiosa e piccola. L’ape Maia va all’avventura. L’ape Maia va e mai paura non ha. Vuol veder se il mondo è veramente tondo.”. Curiosa e spensierata – alla faccia perfino dei terrapiattisti – diventando la prima ape influencer che cerca di salvare i suoi simili a suon di selfie su Instagram. Lodevole, per carità. Peccato solo che lo strumento scelto per raggiungere l’obiettivo sia parte del problema stesso: la nostra bella società dei consumi.

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