Bosia e il Mattino, amore per sempre

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È una importante, Lisa Bosia. Si è meritata, oltre che gli onori della cronaca locale, anche un bel malloppo sul fogliaccio verde della domenica: due terzi di pagina e un altro articolo di Iris Canonica (che ormai conta come un bugiardino del dado Knorr in una valigia di fiches da casinò)

L’ex deputata socialista, le cui vicende sono ormai note a tutti, manda fuori dai gangheri Boris Bignasca (leggi qui sotto)


La dirigenza legaiola in genere, inorridisce e si rattrappisce in ondate di pelle d’oca che sembrano tsunami quando si parla di diritti umanitari. Fedeli alla linea del collega italico Salvini, vomitare bile su ogni atteggiamento vagamente comprensivo verso degli immigrati è una questione quasi fisiologica come andare alla toilette dopo una mangiata natalizia.


I travasi di bile di Quadri e Canonica

Ecco allora che Lorenzo Quadri e la sua quasi-sposa Iris Canonica si mettono a inveire contro la magistratura rea, a loro dire, di vidimare comportamenti orridi e dannosissimi per il Ticino. Addirittura il “quasi” avvocato Lorenzo Quadri si lancia in coraggiose elucubrazioni legali (lui che è uno studiato) sul perché e il per come la magistratura avrebbe, nonostante le leggi, salvato la Bosia.


“…L’intenzione della Corte è dunque manifesta: giungere, a colpi di giurisprudenza, alla legalizzazione de facto (contro la legge) dell’immigrazione clandestina e di chi la favorisce: “Devono entrare tutti”! “Immigrare è un diritto umano”!


Contro la legge. Se lo dice lui che ne sa più della procura, chi siamo noi per contraddirlo? Alla sua quasi-compagna Canonica invece fa addirittura male il cuore:


“(…)Fa dunque male al cuore e alla mente quando si legge, come ieri in un editoriale de “la Regione”, che la passatrice ticinese – già deputata del PS in Gran Consiglio – possa essere considerata alla stregua del comandante della polizia di San Gallo, Paul Grüninger, che salvò la vita a centinaia di ebrei.

Ma ci stiamo bevendo il cervello?

Costei, seppur supportata dalla solita e faziosa sinistra cantonale, non ha rischiato alcunché e anzi è stata strumentalizzata e idolatrata all’inverosimile dai suoi soci ; mentre Grüninger è stato lasciato solo, in tempi di guerra, quando la gente rischiava davvero la vita.”

Iris, lascia in pace Grüninger

Alla cara Iris secondo noi, più che il cuore, fa male il fegato, facciamo notare che ai tempi di Grüninger lei e il suo quasi-compagno Quadri, sarebbero stati dalla parte di coloro che il brigadiere bollarono come traditore che faceva entrare le orde ebraiche di profughi in Svizzera.

Noi comunque non stiamo qui nemmeno a scrivere per loro, che qualunque cosa si dica non cambiano idea di una virgola, lo facciamo per correttezza di informazione e per dare a chi ritiene giusta la sentenza, delle motivazioni per discutere eventualmente con gli iracondi di cui sopra.

Impariamo la legge a Quadri e Canonica

La magistratura non è rossa né nera. Non è buona e cattiva a seconda di come ci gira. Come un poliziotto non è buono se ci salva da una rapina e cattivo se ci ferma a un blocco perché abbiamo le gomme lisce.

La magistratura può avere simpatie, come i poliziotti, ma deve seguire la legge. Legge che permette, ad esempio in questo caso a Lisa Bosia e a TUTTI i ticinesi, di fare ricorsi e appelli se non si ritiene giusta una sentenza. In primo grado Lisa ha preso 80 aliquote sospese condizionalmente (il che vuol dire che se non commetti altri reati entro tot di tempo, la sanzione viene cancellata) , in seconda battuta ridotte a 20. Lisa Bosia farà ricorso anche all’ultima istanza svizzera, il tribunale federale, sperando di azzerare la sanzione ed avere ragione piena. Che si preparino e stiano attenti, Quadri e Canonica, magari ad un altro travaso di bile, con la virulenza con cui li colpisce potrebbe essere loro fatale

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