Bruno Morchio e Bacci Pagano: è subito festa.

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Bruno Morchio ripropone Bacci Pagano: è subito festa. Forse senza fanfare, probabilmente senza cotillon, però piena di contenuti veri. Quelli provenienti dalla nostra società. No, non è solo fiction.

Tra i protagonisti seriali del giallo italiano, Bacci Pagano merita un posto speciale. Perché è unico. Animato dal dubbio, sempre, non ha reticenze nello schierarsi comunque dalla parte degli ultimi, di chi vive ai margini e appare come perdente. La sua non è una presa di posizione politica ma etica e storica: figlio di operai e nipote della classe più disagiata, a Bacci viene naturale diffidare dalla presunta verità del potere (politico o economico). L’eroe di Bruno Morchio, ora in libreria con «Le sigarette del manager» (ed. Garzanti), affascina per la sua modalità di pensiero e per la sua lettura del mondo.

E così, nel vivere le sue avventure, il lettore si vede proporre non solo un’indagine su di un fatto criminoso ma un’ interpretazione della realtà. In generale, ma anche in particolare: qui la Genova del ponte crollato (che resta emblema finale di un percorso di degrado di tutta una zona, anzi: di una valle intera) e di una società che non è più quella di quando l’hanno costruito.

«Crolla un ponte, muoiono quarantatre persone, sotto ci sono case dove la gente vive, tira la carretta, sogna, si innamora e magari mette al mondo dei figli. Cosa ha di special questa valle, a parte il fatto che si è vista crollare addosso il viadotto dell’autostrda ? Per esempio il fatto che uno c’è nato, o ci ha trascorso la vita». 

L’occasione a smuovere Bacci Pagano in questa nuova avventura sembra quasi uscire una barzelletta scontata (è lo stesso Morchio a sottolinearlo): un manager che esce per comperare le sigarette e … scompare, svanisce. Morto in un incidente ? Ammazzato ? Rapito ? Oppure volontariamente datosi alla macchia ? La sua descrizione iniziale (lo scrittore genovese è un maestro nel descrivere le persone) è intrigante:

«Era intelligente, affascinante, ma anche goffo e piuttosto bruttino. Era un uomo molto amato, ma triste e infelice. Era incapace di provare empatia per la sofferenza degli altri, perfino quella delle persone più vicine come la moglie e il figlio. Un uomo indifferente alle conseguenze delle proprie azioni, anche quando ulminavano in tragedia…»

A coinvolgere il detective privato che si muove in Vespa, che ha avuto le sue noie con la giustizia (sei anni di prigione per aver raccolto una pistola da terra nel corso di una manifestazione) ma ci continua a credere, è la moglie di questo dileguato. Lei non è ricca, anzi per vivere e mantenere il figlio affronta lavori umili. Ma vuole sapere.

Da psicologo e psicoterapeuta Morchio sa essere sottile e profondo, sa intravedere il male e ne cerca un’anima, non necessariamente atroce. O non solo atroce. Siamo all’essenza del noir. Non un racconto fondato su di un’indagine dall’esito liberatorio (con la catarsi finale) ma una ricerca di un senso vero. Perché tanti fatti sono semplicemente conseguenze di qualcosa accaduto prima, ed è qui che l’inchiesta deve andare ad intrufolarsi. Non chiedersi «dove è finito il manager» ma «quale è la causa di questa sparizione». Inutile aggiungere che i conti con il cosiddetto male si fanno con la propria coscienza. Quella di Bacci, di Morchio e … del lettore. La forza dirompente della narrativa del genovese è qui: la pagine che si trasformano in impietoso specchio. E non riveliamo il finale, ci basti dire che è bello, bellissimo, sfocia nel morale ma senza la saccenteria di certi pedaogoghi, anzi!. 

Un ottimo romanzo, «Le sigarette del manager», che ci dà un Morchio in splendida forma. Lascia trapelare la sua rabbia politica, animata da una «storica» matrice etica, e non cede al facilismo oggi dilagante. Senza che la fluidità della sua narrazione abbia a risentirne, ne viene anzi avvalorata. Significativi gli Autori presenti negli eserghi di ogni capitolo, si va da De André a Vazquez Montalban, fino a Izzo, Paco Ignazio Taibo, Mario Lavezzi, ecc… . Un ottimo regalo di Natale, non diciamo altro.

«Le sigarette del manager», 2019, di Bruno Morchio, ed. Garzanti, 2019, pag. 201, Euro 17,60.

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