Cambio ai vertici del PS svizzero

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Christian Levrat, presidente del Partito Socialista, ritenuto una delle personalità più influenti del parlamento, ha deciso di gettare la spugna. Al suo posto sarà probabilmente scelta una donna.

Bernese, laureata nel 2007 all’università di Berna, in scienze politiche, economia e studi sui media, Flavia Wasserfallen è ritenuta in pole position per succedere a Christian Levrat, attuale presidente del Partito Socialista.

C’erano stati rumors sull’abbandono di Levrat, che è stato brillantemente rieletto nel suo cantone, Friborgo. È anche vero che dopo 3 legislature e i risultati poco entusiasmanti delle ultime elezioni per il PS, un ricambio diventava, se non necessario, auspicabile.

Scrive Levrat ai socialisti

Si pensava però che la sua decisione sarebbe stata esternata all’assemblea dei delegati di fine novembre, Levrat ha anticipato i tempi, cogliendo tutti un po’ di sorpresa. Scrive Levrat ai socialisti.

“In occasione del Congresso di aprile 2020 non mi ricandiderò alla Presidenza – certo non senza malinconia, ma con grande fiducia. Tengo anzitutto a ringraziarvi per il vostro eccezionale impegno nella promozione dei nostri valori. Vi ringrazio anche per il vostro sostegno leale e per lo spirito critico nei miei confronti e della Presidenza. È stato un piacere e un onore rivestire la carica di Presidente del PS Svizzero durante dodici anni e costruire insieme a voi una parte della casa socialista.

Abbiamo un Parlamento decisamente più di sinistra: questo era il nostro obiettivo. Questo ci permetterà di portare avanti una politica progressista. La politica ostruzionista della destra borghese è legata al passato e delle nuove maggioranze potranno conformarsi nell’interesse della maggior parte della popolazione.

(…)

Sono convinto che il PS oggi goda di buona salute. Negli ultimi cinque anni il numero dei membri è aumentato in modo costante. Abbiamo un’organizzazione solida e, grazie alla campagna di base, siamo riusciti a creare un movimento che porta il PS a dialogare con la gente ovunque in Svizzera.

In questo momento vorrei chiedervi di continuare a difendere uniti e con convinzione i nostri valori socialisti – che accolga differenti punti di vista e opioni nei dibattiti che hanno sempre animato il PS. Ciò che ci unisce è decisamente più importante e forte rispetto alle differenze. Lo sappiamo bene: insieme siamo più forti!”


Il futuro è femmina

Flavia Wasserfallen, conosciuta per l’importante ruolo di segretaria generale del PS nazionale, è ritenuta una donna molto in gamba, ordinata e precisa. Chi ha lavorato con lei la ritiene una mediatrice, portata per il compromesso e per la creazione di alleanze, oltre che una persona in grado di gestire al meglio i media. L’onda femminile che ha investito quest’anno la Svizzera sta dando i suoi frutti. In parlamento la rappresentanza femminile è sensibilmente aumentata. Una donna, Regula Rytz, guida i Verdi e forse si appresta un’era dove anche i socialisti, saranno condotti da una leader.

La candidatura femminile, a meno di una co-presidenza, sembra un fatto abbastanza acclarato tra i socialisti. Oltre alla Wasserfallen, altri nomi fanno capolino, come quello della trentaduenne consigliera nazionale zurighese Mattea Meyer, geografa, ex vice presidente della JUSO (giovani socialisti) che è stata definita dalla NZZ un nuovo super talento e che però da notizie recenti, avrebbe già declinato. Oppure quello della trentacinquenne bernese, pure lei consigliera nazionale, Nadine Masshard, laureata in storia e filosofia all’università di Friborgo, co-presidente del WWF di Berna e con una forte impronta ecologista. In lizza ci sono anche la basilese Samira Marti e la sangallese Barbara Gysi. Vanno giustamente anche citati gli uomini papabili, come Cedric Wermuth di Argovia e il grigionese, molto conosciuto anche in Ticino, Jon Pult.


Bisognerà attendere ancora un po’ per sapere quale corso prenderà il PS nazionale, con una quasi certezza: sarà un corso al femminile.

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