Elena Ferrante colpisce ancora

Pubblicità

Di

In una città di contrasti l’uscita dell’adolescenza comporta un prezzo pesante: la rinuncia alla verità, o l’adesione ad un mondo dominato dalla finzione e dall’ipocrisia. La storia di un’adolescente che cresce…

Ci sono libri che «prendono» subito, in diretta. Li stai leggendo e … meraviglia!. Poi ce ne sono di quelli che necessitano di sedimentazione. Nel girare le pagine non si è completamente soddisfatti, si resta curiosi, vogliosi di continuare ma … si rimane un po’ così. Infine, una volta chiuso il volume, ecco che arriva la rivelazione. Tutta la narrazione prende un suo spessore, anzi: un senso. Quello che appariva chiaroscuro diventa nitido, il dubbio si trasforma in certezza. Ovvio, dipende anche dalle aspettative iniziali, dai pregiudizi, che comunque ci sono sempre.

Stiamo scrivendo oggi del ritenuto «libro dell’anno»: l’atteso romanzo di Elena Ferrante, la scrittrice fantasma, l’autrice (o autore) che resta misteriosa. Dopo aver venduto milioni di copie, perfino negli States (e per un europeo non è occasione tanto frequente).

La storia è di un’adolescente che, fulminata da una frase maldestra del padre (origliata, neanche sentita in diretta), deve fare i conti con la propria identità, e quella della propria famiglia, e … della vita. La tredicenne si pone quelle domande che si riveleranno poi decisive. Cerca di mettere ordine dentro se stessa anche se la scoperta del fallimento dei suoi genitori in quanto tali, con il castello di bugie sul quale è stato in pratica costruito tutto, non l’aiuta. O forse sì. Verità e menzogna in un’educazione sentimentale che in certi momenti sconquassano la protagonista e con lei il lettore.

Come in un Pinocchio all’incontrario (lui diventa vero quando smette di dire le bugie, qui si diventa adulti quando si riesce a barcamenarsi nel groviglio di filtri, maschere e falsità) il romanzo della Ferrante, anche grazie a certe scelte azzeccate (il braccialetto talismano che cambia continuamente proprietario, e non sta mai fermo … quasi fosse la piuma di Forrest Gump) ha fatto nuovamente centro. Con un finale lieto fino ad un certo punto, anzi quasi aperto e chiamante una probabile … continuazione. Un libro interessante, che lascerà segni non soltanto nelle classifiche di vendita (nella prima settimana ha già battuto ogni record).

Il merito maggiore è dello stile della Ferrante. Per dirla con Nicola Lagioia, la scrittrice napoletana

«riesce a conciliare molto bene complessità e leggibilità. Lei scrivendo tiene conto di alcuni valori a cui Italo Calvino riteneva che la letteratura del terzo millennio avrebbe potuto ispirarsi per avere ancora una voce tra gli uomini: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, coerenza».

Mai una parola fuori posto, una frase inespressa o un ritmo claudicante: tutto funziona alla perfezione e con la crescita della protagonista, figlia di un prestigioso intellettuale della Napoli colta (intellettuale, ricca e di sinistra), attratta dalla periferia, e dalla zia ripudiata «brutta e cattiva» ( perché popolana e viscerale) il romanzo trova un’energia contagiosa.

«La vita bugiarda degli adulti» è una storia di formazione che consigliamo. Sperando che il fastidioso refrain volto a scoprire «chi è la Ferrante?» abbia a cessare. Perché la domanda è oziosa e inutile (interessa forse sapere chi è Omero?). I dati importanti e necessari alla ideale lettura sono desumibili dal testo stesso: siamo a Napoli, la città dalle forti contraddizioni e dalle sue plurime anime. Ricchi e poveri, città alta e bassa, fini intellettuali e volgo dialettofono: tutto nella stessa famiglia. O in quello che ne resta. Dove l’inquietudine dei giovani deve confrontarsi con titubanze e contraddizioni laceranti, sia a livello psicologico che sessuale. Come se il prezzo del diventare grandi sia una perdita di innocenza oggi più che mai tremenda. Molto ma molto peggiore di quella che hanno dovuto affrontare le generazioni precedenti. E anche su questo aspetto un bel dibattito andrebbe aperto, perché non abbiamo lasciato ai nostri figli un mondo peggiore solo dal punto di vista economico. C’è pure altro… tragico altro suggerisce, a ragione, Elena Ferrante. «La vita bugiarda degli adulti» è da leggere.

«La vita bugiarda degli adulti», 2019, di Elena Ferrante, ed. E/O, 2019, pag. 326, Euro 19,00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!