I cimeli di Hitler agli ebrei 

Di

C’è una grande ironia, a volte, nella Storia. Ci sono racconti che faremmo fatica a immaginare e che quando li incontriamo ci aprono il viso in un sorriso. Grazie a un magnate arabo, un’ipotetica legge del contrappasso, segue alcuni cimeli hitleriani.

Che i memorabilia legati al nazismo o al fascismo viaggino forte lo sanno gli addetti ai lavori. Persone per cui spesso non ha importanza il pezzo o il suo simbolismo, ma solo il denaro che ci si può ricavare. In questa storia abbiamo, appunto, dei cimeli hitleriani, una comunità ebraica e un riccone libanese.

Sono attori che non fanno presagire una bella storia, e invece no. Questa storia non fa solo sorridere, ma ci lascia anche un sincero senso di soddisfazione. Un appagamento che raramente accompagna le questioni legate al nazismo.

Il nostro amico libanese vive in Svizzera, ed è dunque anche un po’ merito nostro. Abdallah Chatila, libanese appunto, risiede in Svizzera, ed è uno dei 300 uomini più ricchi del nostro Paese. Non sappiamo in realtà cosa lo abbia mosso a fare quello che ha fatto, ma è un impulso decisamente curioso che ha portato a un risultato che sa di rivalsa.

L’imprenditore libano-elvetico Abdallah Chatila

Chatila ha saputo di un’asta di cimeli del Führer in Germania, e come molti di noi, ritiene Adolf un’incarnazione del male. Al contempo, sui giornali, ha letto della rabbia e della frustrazione della comunità ebraica. Chatila ci racconta di aver pensato che quei cimeli, nelle mani sbagliate, avrebbero potuto fomentare il culto di quell’uomo mostruoso. E ha deciso di comprarli lui. Non per se stesso, ma per offrirli agli ebrei, un gioco malizioso e al contempo catartico, che vede sparire quegli oggetti, agognati da simpatizzanti neonazisti, dietro le tende di velluto di una sinagoga. 

Dieci pezzi d’antiquariato, legati a Hitler o usati da lui stesso, un importo globale di 600mila dollari. La macchina da scrivere della sua segretaria, un cilindro da cerimonia, la versione del Mein Kampf regalata a Goering foderata in argento. Ricordi che ora, come meritano o almeno speriamo, finiranno tra la polvere.

Perché per quanto la Storia debba essere preservata, ci sono ricordi che meritano la cancellazione, anche solo per il culto sudicio e maligno che possono catalizzare intorno a sé.

Una beffa storica, uno schiaffo ai fanatici, insomma, una bella e assurda storia, che ci porta di fronte alla trama assurda di un arabo che regala a degli ebrei, i ricordi del loro persecutore.

Una storia che difficilmente la fantasia di un romanziere, avrebbe potuto immaginare. 

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!