Il vostro problema ha un colore: il nero.

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Il vostro problema ha un colore: il nero.

Ho sentito milioni di volte la frase “Balotelli viene insultato perché è antipatico, mica per il colore della pelle”.
Avete la memoria corta, perché storicamente gli sportivi “sopra le righe” fanno l’effetto contrario, vengono idolatrati e non insultati.
Basti pensare a quell’alcolizzato di Gascoigne, a Maradona che addirittura era cocainomane oppure a George Best che divenne addirittura un’icona pop.
Il problema di Balotelli è che per la prima volta ha messo voi, massa di idioti, davanti l’evidenza che poteva esserci un italiano, così forte da indossare la maglia della vostra nazionale, con il colore della pelle che considerate sbagliato.

E quando tutti minimizziamo (si tratti della lega calcio, delle società, degli arbitri, dei tifosi o di noi commentatori da bar) non facciamo altro che lasciar passare il messaggio che una partita è più importante di un principio fondamentale di civiltà e giustizia.

La lega basket americana, per intenderci la NBA, che fattura miliardi di dollari e che risulta essere lo sport più seguito al mondo, qualche anno fa ha radiato per sempre dai propri palazzetti il proprietario dei Los Angeles Clippers “solo” perché in un’intercettazione telefonica diceva alla moglie di non portare gente di colore con sé al palazzetto. Non una massa di idioti che paga il biglietto (la famosa minoranza a cui viene addossata di solito la colpa dei cori razzisti) ma il proprietario, colui che caccia i soldi per dar vita a questo spettacolo. Gli stessi giocatori della sua squadra, per distaccarsi da tale gesto girarono le maglie al contrario per coprire il logo della squadra poiché si vergognarono di essere capitanati da un simile imbecile.

Siamo lontani anni luce, ma il problema non è solamente culturale come si continua a ripetere, il problema è che il razzismo ci piace e ci fa sentire forti.
Il problema ha un colore: il nero delle vostre anime.

Giovanni Timpanaro

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