La Segre insegna agli odiatori

Di

89 anni ha Liliana Segre. Mia nonna è morta a quell’età. Liliana è anche il nome di mia figlia e di mia madre, due piccole coincidenze che mi rendono ancora più vicino questa delicata e serena signora, che da anni, come tanti altri, cerca disperatamente di testimoniare l’orrore di quello che è successo, succede e succederà ancora.

Sotto scorta a 89 anni

È una certezza, siamo uomini. Stupidi, crudeli, territoriali. Liliana Segre è sopravvissuta ai campi di concentramento, è arrivata alla veneranda età di 89 anni per essere messa sotto scorta. È stata minacciata di morte da elementi dell’estrema destra nazifascista, i cuccioli ideologicamente deformi dei mostri che quasi cancellarono quelli come lei dalla faccia della terra. La magistratura ha deciso così di affidarla a due carabinieri, che la accompagneranno nelle sue uscite e nelle sue conferenze.


Ed è diventata ricettacolo di odio, diciamolo chiaro, per colpa di quelle frange vergognose del parlamento italiano, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, gente che ha deciso di non ratificare la creazione di una commissione (poi approvata dal Senato) contro l’odio razziale. I signori si sono astenuti.

Hanno ribadito il loro sostegno indiretto, proprio a quella feccia che oggi minaccia la Segre e che costa allo Stato italiano, che deve fornire una scorta alla senatrice in seguito alle numerose e reiterate minacce dei nazifascisti.

L’Italia ha perso la sua anima

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e quel pagliaccio decadente di Silvio Berlusconi, sono i colpevoli. Lo sono per interposta persona, perché sono loro ad armare la mano codarda e deforme dell’estremismo di destra italiano, sdoganadolo, tollerandolo e nutrendolo come una madre nutre un cucciolo.

L’Italia, e fa male, tanto male dirlo, sotto la guida di questa gentaglia, ha perso parte della sua anima, l’ha persa nelle nostalgie di un’epoca autoritaria, che ha ferito il Paese, con morti, leggi ingiuste, deportazioni e omicidi. Per l’Italia sana, e Dio sa se c’è, il compito è mostruoso.


Decenni di berlusconismo, con il codazzo salviniano e protofascista, hanno distrutto le remore che impedivano di giudicare il razzismo non solo una cosa normale, ma anche giusta da rivendicare. “io sono razzista e ne vado orgoglioso”, quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito da bocche livorose e tristi queste parole? Ma altre parole, serene e giuste, coraggiose e gentili, ci regala Liliana Segre. Parole che rivolte agli odiatori, cancellano l’odio:

Il tempo è prezioso

“Perdono il loro tempo, è molto prezioso, non si torna mai indietro neanche di un attimo. Questi lo sprecano, il mio consiglio è di non sprecarlo. Ogni minuto va goduto e sofferto, bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte, ma perdere tempo a scrivere a una novantenne augurandole la morte… tanto c’è già la natura che ci pensa…”


Liliana Segre, la sua serenità l’ha trovata, la sua pace è nel sapere con certezza cosa è giusto e cosa sbagliato, serenità che in molti, purtroppo non hanno. Grazie nonna Liliana.

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