La violenza e lo “scherzo”

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24 femminicidi in Svizzera nel 2018. 24 donne uccise in quanto donne.

La punta dell’iceberg di quella che è, e rimane, una guerra degli uomini alle donne: ne abbiamo già parlato, (leggi sotto), e non è mai abbastanza, ne parliamo ancora oggi nella giornata contro la violenza sulle donne.

Perché non ci sono solo le donne che muoiono, uccise da mariti, fidanzati, compagni, familiari con le motivazioni più vili: gelosia, incapacità di accettare la fine di una relazione, rifiuto di concedersi. Non ci sono solo gli schiaffi, i lividi, le percosse, le aggressioni fisiche che centinaia, forse migliaia di donne subiscono ogni anno, alcune ogni giorno della loro vita.

Ci sono altre, tante violenze che gli uomini, noi uomini, nessuno escluso, commettiamo o abbiamo commesso almeno una volta nella nostra vita, a volte senza rendercene conto. Lo facciamo ogni volta che l’essere donna diventa un motivo per essere delegittimata, sminuita, usata, esibita come un trofeo, offesa, insultata, derisa, umiliata, anche senza che ci sia alcuna forma di violenza fisica tangibile.

Ci sono gli insulti sessisti: perché se un uomo sgradevole è uno stronzo, una donna è una troia. Ci sono le battute volgari, gli apprezzamenti fisici non richiesti nè graditi, a volte, anzi, molto spesso fatti in pubblico, come se fosse del tutto normale commentare il seno di una donna davanti a una platea (vero, “signor” Haber?) (leggi qui). Tutto talmente sminuito nella sua gravità che quasi sempre basta mascherarsi dietro uno “scherzavo..”, o dietro scuse arrancanti, a volte, far passare una donna offesa per una musona permalosa che non capisce lo scherzo. 

Quale scherzo, di grazia? Poggiare una mano sul sedere sul posto di lavoro?
Strusciarsi su un mezzo pubblico?
Chiedere alla dipendente di “essere carina” coi clienti, o di mettersi vestiti sexy perché arriva un cliente importante?
Mandare la foto non richiesta delle nostre parti intime in chat?
Inviare decine di messaggi molesti e insultare se si viene respinti o ignorati?
Minacciare o augurare lo stupro pubblicamente su un social?
Dare le foto di ignare donne in pasto a gruppi Facebook, Whatsapp ecc..perché commentino nel modo più lurido possibile? (Si, succede anche questo)
Organizzare archivi di migliaia di foto e video intimi di ragazze anche minorenni da far scaricare agli allupati della Rete?
Sono scherzi, questi?

È questa, in fondo, la radice del Male: pensare che la violenza sulle donne sia solo un fatto di schiaffi, un insieme di “episodi isolati”, e non invece un sistema culturale consolidato, mantenuto, perpetuato. Perché oggi quella mano accompagna un insulto, domani si poggia su un sedere, dopodomani diventa uno schiaffo, e poi, quando troppo spesso nessuno parla, nessuno denuncia, si serra intorno alla gola e stringe. E oggi sono 24, domani 25. Una di troppo
OGNUNA di troppo.

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