Lara Comi in manette

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Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia, è finita in manette. La parlamentare, conosciuta molto bene in Ticino, quale antagonista soprattutto della Lega dei Ticinesi, visto le sue posizioni pro frontalieri, finisce in un filone che ingabbia un bel po’ di forzaitalioti e leghisti.

La nemica della Lega dei Ticinesi

Lara Comi, è stata in passato portavoce di Forza Italia, ex coordinatrice di Forza Italia Giovani della Lombardia, laureata in economia, e attualmente deputata europea, carica che ricopre dal 2009. La Comi è finita in buona compagnia, nell’inchiesta legata alla “mensa dei poveri”, dietro le sbarre con lei il candidato a sindaco di Varese per la Lega Paolo Orrigoni, direttore dei supermercati Tigros, il direttore generale di AFOL Metropolitana Giuseppe Zingales, oltre a un’altra quarantina di persone incorse in misure cautelari in seguito a un maxi giro di corruzione e tangenti. Il tutto guidato dal grande burattinaio ed ex coordinatore di Forza Italia Varese, Nino Caianiello

La difesa dei frontalieri

La Comi, spesso aveva avuto dei tafferugli coi leghisti nostrani, essendo varesina aveva particolarmente a cuore i problemi dei frontalieri, e di conseguenza spesso e volentieri diventava bersaglio della Leha dei Ticinesi. Scriveva nel 2011 il portale online Varesenews:


“La Lega dei Ticinesi tuona nuovamente contro l’europarlamentare di Saronno Lara Comi. Lo fa, dalle pagine del sito Mattinonline, pubblicando in un articolo in home page una lunga serie di epiteti contro di lei, il suo partito e gli italiani. Ed epiteti, forse è dire poco. Ma di cosa è colpevole la Comi? In pratica di aver portato all’attenzione dell’Unione Europea il clima di tensione che si respira nella politica di confine e di aver richiesto alla Commissione Europea (definita in un inciso leghista “un’altra banda di svalvolati”) di intervenire a sostegno dei lavoratori frontalieri, presi pesantemente di mira dai partiti dell’estrema destra ticinese.(…)”

Balairatt

Scriveva invece TIO, in merito a un battibecco tra la Comi e Marco Chiesa nel novembre dell’anno scorso:


“La richiesta di Lara Comi al governo italiano di intervenire nei confronti del Ticino a causa della ricomparsa di alcuni calepini della campagna Udc “Bala i Ratt” sta scatenando diverse reazioni. Tra queste, quella del Consigliere Nazionale democentrista Marco Chiesa che risponde all’eurodeputata: “Balairatt può creare dei mal di pancia alla Signora Comi, magari l’eurodeputata non conosce a casa sua il detto “via i gatt, bala i ratt”, ma penso che negli ultimi 10 anni, a causa della libera circolazione delle persone, i lavoratori residenti in Ticino hanno dovuto ingoiare ben altro che una semplice bicarbonato”.
Si chiude comunque il sipario, almeno sulla carriera politica della giovane eurodeputata. Un’altra figura politica che finisce ignominiosamente nel fango, come purtroppo ci ha abituati la cronaca giudiziaria italiana.

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