L’arcipelago delle sardine

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Ignorare il movimento che recentemente sta prendendo piede in tutta Italia è impossibile. Un pregevole guizzo di dignità civica ha portato decine di migliaia di persone nelle piazze in funzione anti-Salvini.

Ci piacciono le sardine. Sono umili, contengono un sacco di omega 3 e sono gustose. Nuotano tutte in branco senza toccarsi ma rispettandosi l’un l’altra. Sono i pesci piccoli, quelli che siamo abituati a pensare che non contino. Perciò ci sta, belle le sardine, ma…

Detesto i ma, sono come i però, i distinguo, che fanno venire dubbi e rendono le scuse inutili e perniciose, “mi dispiace ma…”

Non posso però esimermi, sperando ardentemente di sbagliarmi, dal pensare che le sardine comunque sono gregarie e in fondo alla catena alimentare, cioè, se le mangiano tutti. Non è quello che ovviamente auguro al movimento bolognese di nascita e poi nazionale d’adozione.

Quello che però è ovvio, e ce lo ha insegnato la politica recente italica, è che non basta essere contro qualcosa, ma bisogna costruire. Il “contro” lega le persone, dà loro un obiettivo comune e momentaneo che però è un palliativo, come l’alcolista che beve e cerca nello spirito della bevanda un alternativa alla speranza. Ecco, è quella che dovrebbe muovere i banchi di pesci, tonni, saraghi o cefali. Una direzione comune non contro, ma per. Come qualcuno ha già scritto, lo vediamo nel cartone animato di Nemo, il simpatico pesciolino a strisce della Disney. Un umile pesce pagliaccio spiega agli altri, finiti nella rete, che devono nuotare tutti nella stessa direzione per liberarsi. E “nuota e nuota, nuota e nuota” ce la fanno, tutti insieme, perché uniti sono una potenza immane. (guarda il video di Nemo, ne vale la pena)

Abbiamo paura. Paura di vedere le sardine dissolversi nel mare, eppure da un altro lato c’è la speranza del pesce Nemo, un nome perfetto, quello del capitano di “Ventimila leghe sotto i mari”, il capitan Nessuno. Un’entità alla Guy Fawkes, una maschera senza volto, perché nel collettivismo delle sardine non ci deve essere posto per i personalismi ma solo umiltà. E ora forse qualcosa si muove, tra scaglie argentate e vorticare di pinne. Le sardine hanno ora anche un loro manifesto, un marchio registrato, ricevono richieste dall’estero e riempiono le piazze da Trapani a Napoli a Modena. La loro forza? Sembrano un movimento ghandiano, non si arrabbiano, sorridono. Uno dei loro promotori, Giorgio Marasà, si è beccato un sacco di insulti in rete dagli hater. “noi sorridiamo” ha risposto.

Il movimento delle sardine ha un che di assurdo. A New York si sono date appuntamento, in Washington Square, le sardine “atlantiche”, italiani all’estero che simpatizzano per il movimento, e così anche in Irlanda e Olanda ad esempio. Probabilmente non tarderanno ad arrivare adesioni anche da altre nazioni, visto che gli italiani all’estero, tendono ad essere solitamente più progressisti di quelli in patria.

Certo che la paura del qualunquismo grillino c’è. I movimenti spontanei partiti dal basso sono spesso ondivaghi e finiscono in un fuoco di paglia. Eppure le parole delle sardine piacciono. Sono schiette e rivoluzionarie nella loro logica:

“Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età. Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola.” E rivolti ai populisti: “(…) La festa è finita. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare. Grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”.

“Seimila sardine” sono ora in campo rubando il nome a quel primo evento di Bologna. Dove seimila se ne attendevano in piazza contro Salvini e invece ne sono arrivate più del doppio.

La marea sale e porta tanto pesce. Questo ci piace pensare, ricco di omega 3, pesce azzurro e vivace, che cambi la dieta degli italiani e di conseguenza e per riflesso, aiuti anche noi ticinesi a ritrovare i veri valori della politica e della società civile. Basta paure, basta terrori, solo speranza, vivace, argentina come l’acqua, luccicante come le scaglie delle sardine.

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