Legnate tra rossi e neri

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Un fenomeno abbastanza marcato e che non si può negare è l’influenza politica nelle tifoserie. Lo vediamo anche da noi nell’eterno derby hockeystico tra Ambrì-Piotta e Lugano, le due squadre che dividono idealmente Sopra e Sottoceneri. Più marcatamente di sinistra la tifoseria biancoblù, più orientate a destra (spesso in quella estrema) alcune frange ultras luganesi.

Squadre di sinistra o di destra, con tifoserie che seguono le ideologie alla base di certi scontri, non fanno in fondo che riprodurre la società. Come possiamo vedere dalle cifre, a dominare nel tifo violento è l’estrema destra. Marcatamente di destra le passioni per la Lazio, assurta l’anno scorso agli onori della cronaca per gli striscioni antisemiti su Anna Frank (leggi qui sotto) e la Fiorentina.

Più di sinistra (e anche un bel po’) quelle della tedesca St. Pauli di Amburgo, squadra minore, diventata però un simbolo potente di anarchia e lotta contro il sistema o il Partizan Belgrado. (leggi qui sotto)

Socialisti per tradizione, club come il Barcellona, o il brasiliano Corinthians, che negli anni ’80, sotto la guida del centrocampista Sòcrates addirittura decideva democraticamente col voto le tattiche da seguire, rendendola di fatto una squadra autogestita.

In questa piccola galleria, non si può dimenticare l’umile squadra argentina de “Los Funebreros” (per via del gagliardetto nero), ispirata a ideali operai, nel 1969, il Chacarita Juniors, questo il vero nome, divenne leggendario per aver arrancato dai bassifondi fino ad arrivare a battere la squadra dei ricchi di Buenos Aires, i “Millionarios” del River Plate.

Orientate a destra troviamo tifoserie di squadre tristemente famose, come quella dell’Hellas Verona, recentemente coinvolta nei cori razzisti verso Mario Balotelli. Lo zoccolo duro del fascismo da curva, trova però terreno fertile tra le risaie e i campi di trevigiana del Triveneto, con le squadre del Treviso, del Padova e del Vicenza.

Emblematici di queste contrapposizioni, i recenti tafferugli tra la tifoseria più a sinistra d’Europa, quella degli scozzesi del Celtic di Glasgow e la già citata Lazio, una delle strutture di supporter tra le più fasciste. Nella partita, tenutasi a Roma, c’erano stati anche degli accoltellamenti a danno dei tifosi del Celtic. La partita ha sbertucciato i laziali, con un 2 a 1. Gli scozzesi, caciaroni e umoristi, hanno umiliato gli avversari mimando la posa di Mussolini appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, corredato da striscione: “Follow your leader”. Seguite il vostro capo.

Chi ancora si illude che nello sport non debba entrare la politica è un dannato ingenuo. La politica c’è, è fortemente contrapposta tra destra e sinistra. Non c’è posto per grillini e per il superamento del sistema partitico, la fede dell’anima sposa quella del cuore calcistico, trasformando, spesso e purtroppo, i campi da calcio in campi di battaglia.

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