Lugano salva l’aeroporto

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Il Legislativo di Lugano ha votato il credito per il rilancio dell’aeroporto

“Le coeur a ses raisons que la raison ignore”¨

Non lo nascondo, durante anni all’aeroporto di Lugano-Agno, vi sono stata affezionata. Quando facevo la corrispondente dell’Agenzia Telegrafica Svizzera, ogni volta che dovevo andare a Berna alla sede dell’agenzia per una riunione redazionale, prendevo l’aereo da Agno alla volta dell’altrettanto piccolo aeroporto bernese di Belp. 

Duro voltare pagina

All’epoca si volava con Crossair e la tessera di giornalista ti dava il diritto ad uno sconto del 50%. Poi, a bordo, ti servivano lo champagne. In quegli anni da Agno potevi volare verso Ginevra, Basilea, Nizza, Firenze, Roma, Alicante, Olbia. Bei tempi. Duro, quindi, voltare pagina.  

Bisogna farlo però e, da buona socialista che sono nonché da persona che qualche conto in tasca lo sa anche fare, ho firmato il referendum se del caso, come giustamente è successo lunedì sera al Palazzo dei Congressi, di stretta misura però, il Legislativo avesse accettato il credito per il rilancio dell’aeroporto cittadino. 

Quindi, per parafrasare i croupiers dell’allora casinò di Campione, altro grande sacrificato del Luganese di un tempo che fu, “les jeux ne sont pas encore faits” … Se però, come c’è da prevedere, il referendum andrà a buon fine, sarà il popolo ad avere l’ultima parola.

È vero che quasi sei milioni di franchi da sborsare per rilanciare una struttura ormai moribonda da anni, per una città che di soldi da buttare non ne ha mai avuti, o almeno non ne ha mai avuti per gli aiuti sociali, e sarebbero prioritari in un periodo in cui le persone in assistenza sono sempre più numerose, quasi sei milioni, dicevamo, sono davvero tanti. Anzi sono decisamente troppi. Infatti da quando sono stati aperti gli scali internazionali di Malpensa 1 e 2, raggiungibili in poco più di un’ora da Lugano e da quando è stata aperta la galleria ferroviaria dell’Alptransit, essendo così Zurigo raggiungibile in poco più di due ore, Lugano-Agno ha effettivamente sempre meno ragione di esistere. 

È però anche vero e va detto, l’ultimo risale proprio a lunedì 25 novembre, che sono frequenti gli scioperi alla Malpensa, scioperi che possono causare ritardi e disagi ai passeggeri. È altresì anche vero che recarsi alla Malpensa a partire dal 1 gennaio 2020 sarà più complicato visto a quella data verrà a cadere la concessione della Confederazione alle società di trasporto degli autobus che collegano quotidianamente il Ticino all’aeroporto milanese. Stando ad utenti che lo usano di frequente, capita che il treno che porta alla Malpensa accumuli ritardi sul percorso italiano.  

Martedì mattina, ho visto un servizio di Ticinonews che ha intervistato i dipendenti, felici, dell’aeroporto dopo la decisione di lunedì sera. E mi sono detta che per loro questa era infatti una bella decisione. Ora staremo a vedere. L’ultima parola spetterà certamente al sovrano. E se scomparisse, l’aeroporto di Agno mi rimarrebbe comunque nel cuore perché … giustamente … “le coeur a ses raisons que la raisons ignore” come lo disse così bene… secoli orsono il filosofo e matematico Blaise Pascal.

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