Malasanità di casa nostra

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Saranno stati in tanti venerdì scorso ad avere visto la puntata di Patti Chiari che ha svelato la triste storia di Michele, un siciliano oggi 45enne. Il suo volto sfigurato rimarrà a lungo impresso nella mia mente. Sfigurato in seguito ad una serie di interventi di chirurgia di ricostruzione facciale falliti ai quali si era sottoposto anni fa presso la clinica di lusso Cecil di Losanna.

La sua lotta per ottenere giustizia va avanti da ormai 20 anni. Invano. Una vittima della malasanità di casa nostra che aveva scelto la Svizzera proprio per l’eccellente riputazione delle sue strutture.

Un chirurgo ultra ottantenne

Nel 1998 Michele aveva 24 anni quando, in seguito ad un grave trauma facciale ed a un primo intervento, non riuscito, effettuato a Palermo, decise di rivolgersi alla Clinica Cecil di Losanna, rinomata nella chirurgia ricostruttiva facciale. Prima dell’incidente che lo aveva sfigurato, Michele era un bel ragazzo e sperava di ritrovare, almeno il più possibile, l’aspetto d’origine.

A Losanna il giovane siciliano fu operato da un chirurgo italo-ticinese che fallì totalmente l’impresa. A tal punto che intervenne quattro volte sul paziente, sfigurandolo del tutto. Soltanto a cose fatte e di ritorno a casa Michele si accorse che lo specialista in questione aveva già più di 80 anni quando lo operò!

Successivamente, il paziente fu indirizzato ad un altro chirurgo sempre presso la clinica vodese, il quale vantava un’alta specializzazione, in realtà inesistente. Alla vigilia dell’ennesimo intervento, il medico ebbe un imprevisto ed incaricò un suo collega di operare Michele a posto suo. Questo scambio avvenne nel più gran segreto e Michele lo venne a sapere per caso molto più tardi, i due chirurghi avendo lo stesso cognome!

100mila euro sborsati per nulla

Il risultato di questa serie di operazioni scellerate fu un viso praticamente inguardabile, una difficoltà a parlare, a mangiare, a deglutire. Per cercare di ottenere giustizia, Michele si rivolse successivamente a tre avvocati che gettarono la spugna uno dopo l’altro, l’ultimo sette anni fa. Morale della favola: tra onorari dei chirurghi, degenze e avvocati, lo sfortunato siciliano ha sborsato 100’000 euro e non ha, finora, visto l’ombra di un centesimo di risarcimento.

Venerdì sera Michele si trovava negli studi di Patti Chiari assieme al fidato amico che ha segnalato il suo caso alla RSI. “Vuole solo giustizia” ha detto l’amico che faceva da portavoce viste le difficoltà di esprimersi del 45enne siciliano, “tutti possono sbagliare, ma Michele vuole almeno una spiegazione, delle scuse.”

“Dalla Svizzera non me lo sarei aspettato”

Chiamata a dire la sua, la clinica Cecil del gruppo Hirslanden non ha risposto ai colleghi di “Patti Chiari”. Il chirurgo italo-ticinese che ha sbagliato le prime operazioni e che aveva già 80 anni al momento dei fatti, è ovviamente nel frattempo deceduto mentre i due chirurghi omonimi che hanno operato Michele dopo di lui non hanno voluto intervenire. Anche se con difficoltà, Michele ha tenuto ad esprimersi: “Dalla Svizzera” ha detto, “un trattamento così non me lo sarei aspettato, io avevo scelto questo Paese per l’eccellente riputazione della sua sanità” …

Michele ha dovuto ricredersi, sulla sua pelle. E noi con lui. La malasanità può anche essere di casa nostra.

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