Nel paese senza furti

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La Romania occidentale ha un passato antico. Una storia tutta da scoprire, fatta di fortezze, di chiesette di legno e di monasteri in cui le funzioni religiose si celebrano con il rito ortodosso. È una regione affascinante, un luogo che ci arriva ancora intatto dal passato. Da un passato fuori dal tempo. Ma ancora di più lo è un paesino incastonato tra le sue montagne dove nemmeno esiste una stazione di polizia e dove le persone convivono in modo pacifico e rispettoso l’una dell’altra.

Pensare di lasciare i soldi appesi ai lampioni in attesa che passi il fattorino per la consegna del pane sembra il racconto di una fiaba. Ma non è una favola quella che vi stiamo per raccontare. Succede davvero. Eibenthal è il nome del villaggio rumeno – proprio così – che si distingue e fa notizia per essere conosciuto come la “città senza furti”. Un luogo in cui i cosiddetti “mangiapane a tradimento” non sembrano essere ancora arrivati e si spera che non arrivino mai.
 
Ad arrivare invece è il pane, puntuale come un orologio svizzero. “L’auto che consegna il pane arriva ogni due giorni e compro quattro o cinque pagnotte. Metto l’importo esatto nella borsa o lascio una nota con quante pagnotte voglio e l’autista lascia il resto”, ha detto ai giornalisti un residente. “Non abbiamo mai avuto problemi di nessun tipo, e non ho mai sentito parlare di soldi o di pane mancanti”.
 
La tradizione dei soldi appesi ai lampioni o alle recinzioni che si trovano lungo il percorso è stata una scelta necessaria considerato che la gente doveva aspettare giorni per avere il pane. L’unico, nonché l’ultimo panettiere del villaggio, aveva ormai chiuso i battenti negli anni Novanta e attendere la consegna dall’altro villaggio a venti chilometri di distanza significava stare giorni e giorni senza questo bene di prima necessità.
 
Una tradizione che va avanti da oltre vent’anni e che nessuno ha mai infranto. A dimostrazione anche della bontà del sistema. E lo sanno bene, gli abitanti di questo villaggio che, se io rubo i soldi a te, poi anch’io resterò senza pagnotta. E, quindi, che senso ha? Ai giorni nostri e con le notizie che si leggono quotidianamente, è bello sapere che al mondo esiste un luogo, seppur minuscolo e in un Paese d’Europa che non ti aspetti, in grado di capire l’importanza di una serena e pacifica convivenza.
 
Quello del pane comunque è solo un esempio della cultura di rispetto reciproco che vige nel villaggio modello: “Non ci sono furti qui”, ha detto il sacerdote del paese. “Ho varie cose utili nel mio garage, ed è aperto tutto il tempo, ma non è mai stato rubato nulla. Nei tredici anni in cui sono stato sacerdote in questo luogo, non ho mai sentito parlare di alcun furto”.
 
È un sistema che funziona perché il villaggio è piccolo o perché è popolato da persone sagge e intelligenti? È davvero l’unico luogo in cui la fiducia vince e la fa da padrona sui più rozzi e meschini istinti che mescolano l’odio alla paura e, per questa ragione, qualsiasi essere umano che venga da fuori non potrà che essere vissuto come un rubagalline, ladro e scansafatiche? Non lo sappiamo, sappiamo solo che la scarpetta con il pane raffermo dovrebbe essere proibita per legge e una “puccia” senza scarpetta è solo un’agonia lenta del piacere di stare a tavola.

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