Renzetti e il progetto da 75 milioni

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Molti di voi conoscono certamente lo spazio Morel, cresciuto nello stabile dell’omonimo vecchio garage, situato proprio vis a vis al Lac. Un terreno pregiato, nel centro cittadino con vista lago. Attualmente uno spazio polivalente per musica, manifestazioni e spazi condivisi di lavoro.

Una realtà coi giorni contati, anche perché fruisce di spazi che rischiano di essere spazzati via a breve. Alla base un progetto che molti potrebbero definire speculativo. Sul terreno infatti è prevista da tempo la costruzione di tre palazzine di sette piani. I luganesi sanno bene in soldoni cosa significa costruire appartamenti in una zona così, roba da Montecarlo per capirci.

Infatti a quanto pare si tratta di un progetto, già inoltrato nel 2015 al Comune di Lugano, di 75 milioni di franchi. Il promotore? Angelo Renzetti, patron dell’FC Lugano, coadiuvato dal suo avvocato, Lorenzo Anastasi, già giudice del tribunale amministrativo e chiamato nel 2017 a presiedere la commissione che doveva verificare i casi di corruzione nel dipartimento delle Istituzioni.

Il duo Renzetti-Anastasi si scontra da anni con le opposizioni dei vicini, che hanno fatto ricorso. Vicini che hanno subìto pressioni non indifferenti per ritirare i loro ricorsi.

A compendio di informazione, già il precedente proprietario Alberto Morel aveva fatto richiesta alla fine degli anni ‘80, per edificare un progetto simile a quello attuale, permesso allora negato dal Comune . Le motivazioni del diniego racchiuse in un rapporto sono però curiosamente sparite dagli archivi. Inoltre in una lettera di un paio di anni dopo (1991), prendendo atto di un piano di mutazione che prevede il frazionamento del fondo in tre particelle, il Municipio della città di Lugano comunicava a Morel che le possibilità edificatorie delle particelle sono esaurite.

Ci si chiede come mai per due progetti quasi identici, trent’anni fa il progetto non era edificabile ed oggi sì. Inoltre sotto il terreno passa indisturbato da duecento anni il riale del Tassino , che gode di ottima salute, visto che non c’è un rapporto in merito che dica il contrario, ma che disturberebbe e di molto l’edificazione delle tre palazzine.

Il progetto delle palazzine sul terreno Morel e il corso sotterraneo del riale Tassino

Con tempismo perfetto, recentemente, il Comune ha iniziato i lavori necessari per deviare da sotto il terreno ex Morel l’antico riale. Un tempismo interessante dopo due secoli che le acque del Tassino scorrono lì sotto. Per i lavori sarebbero stati utilizzati 3 milioni e mezzo di fondi pubblici, fatto sta che questo provvidenziale spostamento permetterebbe ora a Renzetti di costruire senza troppi problemi.

È anche importante dire che quando i vicini hanno richiesto di visionare i documenti pubblici relativi ai lavori per lo spostamento del riale, l’ufficio tecnico si è mostrato restio. D’altra parte ci sarebbe invece una mail dell’ingegnere dell’ufficio tecnico comunale che avvisava l’architetto di Renzetti dell’avvio dei lavori per lo spostamento del riale, una pratica perlomeno dubbia, visto che i vicini invece non hanno ricevuto nessuna comunicazione in merito.

Renzetti avrebbe fretta di concludere, anche perché ha un diritto di compera sul terreno. Di che si tratta? Semplice, di un acconto che un potenziale acquirente versa per garantirsi la vendita di un terreno, prima di verificare con progetto edilizio alla mano se non ci siano opposizioni o ricorsi o impedimenti di alcun genere , cosa puntualmente avvenuta. Essendo il contenzioso in ballo dal 2015, Renzetti ha dovuto rinnovare più volte il diritto di compera. E con in ballo un progetto da 75 milioni di franchi, possiamo supporre il nervosismo di Renzetti. Che questo si traduca in pressioni sull’ufficio tecnico è solo una supposizione, certo è che l’agire dell’ufficio tecnico solleva più di un dubbio.

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