Trump: addio alla Louisiana

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“Louisiana, mancano tre ore, correte a votare per Eddie Rispone governatore. Abbassamento della tasse e molto altro”. Un annuncio da imbonitore non salva la Louisiana, terzo stato “perso” da Trump.

L’annuncio in extremis sull’amata piattaforma Twitter da parte di Donald Trump non è bastato. Fateci caso, sembra uno slogan da supermercato, un tre per due. “…e molto altro…”. Molto altro che? Di cosa stiamo parlando, di un candidato o di un robot da cucina?

Il linguaggio da terza elementare, non è bastato al presidente per salvare lo stato della Louisiana, che nonostante i suoi sforzi, nel sostenere il candidato repubblicano Eddie Rispone.

Come per il Kentucky e la Virginia, il 7 novembre scorso, il parrucchinato ed “elegante” leader statunitense subisce uno smacco in uno stato dove aveva stravinto alle elezioni presidenziali contro Hillary Clinton, che aveva staccata di venti punti percentuali. (leggi qui sotto).

La Louisiana, rimane dunque democratica, ma non è tanto l’avanzata democratica a preoccupare, quanto l’abbassamento del gradimento che aveva visto, appunto, il miliardario vincere a piene mani in passato. I segnali si moltiplicano e ci piace ricordare Agata Christie, che in un suo famoso motto diceva: “ Un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, tre sono una prova”.

Se non prova, la china sembra ben avviata. Trump paga le divisioni razziali ancora bene tristemente famose in Louisiana e a premiare i democratici è infatti, come ai tempi di Obama, l’elettorato nero. Sicuramente sul risultato, comunque risicato, ha pesato la procedura di impeachment, che ha addirittura visto il presidente, solo l’altro ieri, intimidire l’ex ambasciatrice in Ucraina Marie Yovanovitch mentre testimoniava al Congresso. Una mossa scomposta che oltre che indignare i democratici ha creato imbarazzo presso i repubblicani.

Da che parte pendiamo si sa, ed è oggettivamente sempre più difficile, anche per i sovranisti nostrani, difendere un ceffo del genere. I disastri spaventosi e a volte difficilmente riparabili, soprattutto a livello ambientale, di questo presidente, sono ormai cosa nota. Sperare che Trump stia arrivando al capolinea, in un modo o nell’altro, non è solo lecito ma auspicabile. Per scaramanzia

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