Carofiglio e Guerrieri, successo pieno

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Dopo cinque anni torna l’avvocato Guerrieri. E’ subito successo pieno. Il perché, ovviamente, è uno solo: la forza e la bellezza della scrittura del suo creatore, Gianrico Carofiglio. «La misura del tempo» è un legal thriller avvincente

Gianrico Carofiglio sappiamo tutti chi è. Non contento di aver occupato le classifiche di vendita estive con «La versione di Fenoglio», si ripresenta per raddoppiare il colpo in quelle natalizie. Del resto la prolificità dei «giallisti» è proverbiale (anche se nessuno raggiungerà mai Simenon, in questa ipotesi di gara). Sempre per la Stile Libero Einaudi lo scrittore barese ha appena pubblicato «La misura del tempo». Un romanzo che saluta il ritorno (tanto auspicato da migliaia di lettori) dell’avvocato Guido Guerrieri, il suo primo indimenticabile protagonista. Da cinque anni non si avevano più sue notizie e dunque … l’aspettativa si è subito trasformata in grande successo. Meritato, diciamolo subito. Perché l’avvocato è raffinato ma pratica la boxe, vive la sua città (Bari) con assoluta intensità e bazzica luoghi affascinanti come nessun altro posto mai: 

«l’Osteria del Caffellatte, che nonostante il nome è una libreria. Con una caratteristica piuttosto rara: è aperta solo di notte». 

Più ancora è portatore sano di principii etici profondi, rifuggendo da certe logiche applicate da molti legali, quelli per cui …

«I processi non riguardano l’innocenza o la colpevolezza. Riguardano chi vince e chi perde. Questi sono i Mr. Wolf di Pulp fiction: risolvono problemi».

Lui non è l’avvocato che insegue la vittoria a tutti costi, pratica sempre la ragionevolezza del dubbio, conosce i meandri più nascosti della legge e fa i conti con le contraddizioni dell’essere umano. Parla bene perché pensa bene (l’avvocato Guerrieri ma anche il suo «inventore», Gianrico Carofiglio).

«Mi capita di elaborare l’inventario di quello che mi hanno lasciato i miei genitori. Perlopiù sono cose buone, se non decisive. Per esempio una nozione, deliberatamente semplice, dell’onestà: un concetto su cui non dovevano esserci sottili distinzioni. Poi il rispetto degli altri. Poi l’amore per le idee

Il caso attuale gli arriva addosso in modalità originale. C’è una donna che gli chiede un appuntamento urgente per via di un misfatto compiuto dal figlio. Si chiama Delle Foglie ed è un cognome che a Guido Guerrieri non suona nuovo, però con precisione non sa se ricondurlo ad una vicenda processuale passata, ad una reminiscenza del bel tempo che fu  o … altro ancora. 

Mistero presto svelato, infatti davanti ai suoi occhi si palesa una figura che, pur portando maluccio i suoi anni, lui riconosce subito: è Lorenza, ai tempi una ragazza con la quale ha incrociato il destino in un’esperienza che l’ha «formato». 

«Quella donna apparteneva ad una dimensione esistenziale diversa dalla mia … ricordo che lei rideva e io pensavo che quella risata portava guai e io volevo ficcarmi nei guai, il più presto possibile. La nostra conoscenza è da far risalire al 1987. Ci entrai ragazzo e ne uscii, senza saperlo, uomo. L’incontro fra me e Lorenza cambiò la mia vita. Di sicuro non cambiò la sua» 

Ed è qui che si apre il romanzo, nel senso che il ruolo di protagonista assoluto, come indica il titolo, diventa il tempo. Che passa lasciando segni inequivocabili, che accelera e decelera, che dà indicazioni, che lascia trapelare fantasmi e obbliga a certe reazioni, tant’è che l’avvocato accetta l’incarico senza eccessiva convinzione perché

«col tempo un ricordo non raccontato diventa sempre meno vero»… «Le cose più belle da ricordare sono i sogni che avevi da ragazzo, soprattutto se, almeno in parte, li hai realizzati»

La scrittura di Carofiglio, si sa, affascina e travolge. Meticolosa ma anche elegante, dolente («piena di compassione», è stato scritto), pronta a raccontare con il giusto ritmo la storia sempre avvincente e ad ergersi nella farmaceutica precisione quando racconta dei meandri delle leggi, dei suoi risvolti reali nel momento della loro interpretazione. Certe pagine sono da manuale. Poi non dimenticheremmo la sottile ironia che ogni tanto fa capolino, perché lo scrittore barese sa emozionare e far riflettere, pratica la leggerezza quando decide di essere profondo. E questo lo si può fare solo quando si ha classe. Della storia vera e proprio non aggiungiamo nulla perché il finale ha un suo preciso perché. Il figlio della ex-amica all’inizio del romanzo si ritrova in prigione, ma il caso viene riaperto e  … . 

«La misura del tempo», 2019, di Gianrico Carofiglio, ed. Stile Libero Einaudi, 2019, pag. 281, Euro 18,00.

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