Dugin, l’ideologo di Putin

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Parlare di destra è riduttivo, nel caso di Alexandr Dugin, da molti ritenuto una specie di ideologo e consigliere del presidente russo Vladimir Putin, che è sì destrorso, ma soprattutto ideologo di una confederazione panslava e sovranista.

Scrivevamo di lui, in merito a una conferenza organizzata da “Fratria” una struttura di estrema destra ticinese:

“È importante capire chi è Aleksandr Dugin: sovranista russo legato ai movimenti neofascisti, una specie di Rasputin moderno. Ritenuto l’ideologo di Putin, come Bannon lo è stato di Trump, Dugin ha un approccio profetico agli eventi che avvengono sulla terra russa, è insomma uno squinternato sovranista complottardo che ha raccolto pezzi di altre teorie in circolazione costruendone una sua. Dugin in Europa gravita intorno ai circoli di estrema destra, in Italia infatti nel suo tour è stato affiancato a ideologi e relatori come Diego Fusaro e Adriano Scianca, responsabile culturale del movimento di estrema destra Casapound.”

Fortemente anti-occidentale, Dugin ha lavorato con le estreme destre e i populismi europei, al pari dell’ex ideologo di Trump Steve Bannon, per demolire la struttura “Europa” allo scopo di indebolirla e di vedere prevalere, in un’ideale rivincita, un redivivo impero russo.

Non è casuale che i metodi delle due fazioni, quella populista oltranzista di Trump da una parte e quella sovranista e fortemente nazionalista di Putin dall’altra, cerchino, attraverso questi personaggi di dividere e indebolire l’Europa. Dei nemici divisi sono molto più deboli, lo ha dimostrato troppo spesso la nostra storia politica, dove una sinistra divisa finisce per autocorrodersi rafforzando la destra, l’ultimo esempio sono proprio le elezioni inglesi con la vittoria schiacciante di Boris Johnson.

Nato nel 1962, Dugin è figlio di un ufficiale dei servizi segreti e di una dottoressa. Come Putin, respira in casa l’autoritarismo sovietico, di cui è un figlio privilegiato. Si laureain filosofia e si dà al giornalismo. Nell’88 si unisce al gruppo nazionalista e anti-occidentale Pamjat. Contrario alle aperture di Mikhail Gorbachev prima e di Boris Eltsin poi, milita in partiti filosovietici e patriottici.

Dopo il crollo del Muro, fonda una sua rivista e un suo partito (Partito Nazional-bolscevico) con simpatie neofasciste e che abbraccia teorie zariste e staliniste. Insomma, una vera deriva autoritaria in salsa rossonera. Attualmente Dugin insegna all’Università Fudan di Shanghai.

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