Gratteri, ci lasci fallire in pace

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E quindi dottor Nicola Gratteri?

Adesso fa notare con disappunto che la sua maxi operazione contro la ‘Ndrangheta, i 350 arresti di mafiosi e collusi, è sparita dopo solo 24 ore dalle prime pagine di tutti i giornali?

E allora? Che si aspettava?

Cosa vi aspettavate lei e le sue migliaia di carabinieri che in questi anni avete dedicato la vita a questa operazione per il Paese? Gratitudine e visibilità?

Dove crede di vivere, dottor Gratteri, in un paese normale?
In un paese dove abbiano asilo memoria, razionalità e proporzioni?

Non sia ridicolo e pesante dottor Gratteri.

Sì lo sappiamo che le 4 mafie del Sud Italia sono dei pozzi senza fondo che da decenni succhiano tutta la vita e tutte le energie e le speranze e i miliardi e il futuro dei meridionali.

Lo sappiamo che se non fosse stato per le mafie, per i suoi appalti truccati, i suoi tentacoli nelle istituzioni, per la sua “tassa in più” fatta pagare a milioni di commercianti e imprenditori che soffoca l’economia e l’occupazione da sempre; se non fosse stato per la violenza, il terrore, la cappa, il sangue, la morte, il Sud Italia oggi sarebbe ricco due volte il Nord. E i terroni sarebbero loro.

Lo sappiamo che la mafia è insieme all’evasione fiscale il più grande cancro del Paese. E del Sud soprattutto.

Lo sappiamo.
Ma dottor Gratteri, cosa cazzo crede che ce ne importi a noi? A questa Italia del 2020 dove i meridionali votano chi li chiama africani, i cattolici adorano quelli che cacciano i poveri (purché lo facciano col presepe in mano), le donne spalleggiano chi augura lo stupro ad altre donne, cosa crede che gliene importi, a questo Paese, della sua operazione?

Lei ha sbagliato Paese dottor Gratteri e ha sbagliato epoca.

Qui da mattina a sera si parla e si deve parlare solo di immigrati. Sono loro il vero problema.

E sì lo sappiamo che gli stranieri in Italia producono il 9% del Pil, versano 7 miliardi di IRPEF, 13 miliardi di contributi e stanno tenendo in piedi il sistema pensionistico per oggi e per domani.

Ma per noi il problema sono loro. Non ha senso? E chi se ne frega dottor Gratteri. Il senso vada a cercarlo in un altro Paese. Non qui. Non qui.

Quindi non si meravigli troppo se su Tv e giornali si parla per il 99% di immigrati e presepi e nemmeno per l’1% dei veri cancri che ci stanno uccidendo. E se di conseguenza, alla fine, a nessuno interessino più di tanto i suoi arresti.

Impari a mettere sulla sedia elettrica qualche africano che chiede l’elemosina fuori al supermercato, se proprio vuole catturare l’attenzione. Che quelli sono il nostro problema, non le organizzazioni criminali armate fino ai denti e che ci derubano ogni secondo di tutte le nostre ricchezze. Quelli non danno fastidio a nessuno dottor Gratteri. Quelli vestono bene e non si fanno sentire. Mica come gli africani.

Quindi vada a fare l’eroe da qualche altra parte.
Che questo Paese qui di eroi non ne vuole. Vuole solo deboli e nemici a cui addossare tutte le sue colpe. E capi a cui dare il comando. Procedendo a passo di danza verso l’abisso.

Ci lasci fallire in pace dottor Gratteri.
Se ne vada.

Che questo Paese qui, dottor Gratteri, la gente come lei, non la merita.

Emilio Mola

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