Il dio pentecostale che tifa Bolsonaro

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Sostenuto e osannato dalle comunità evangeliche del suo Paese, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro in carica da gennaio 2019 può anche contare sull’appoggio incondizionato di gran parte della comunità brasiliana in Ticino che si reclama di confessione neo pentecostale. Ne abbiamo parlato con Boris Cavadini, un ticinese che lo scorso febbraio è tornato da un soggiorno di quattro anni a Rio de Janeiro.

Nepotismo e corruzione dilagante

Liutaio di formazione, attualmente alla ricerca di un lavoro, Boris Cavadini, 59 anni, è tornato nello scorso febbraio in Ticino dopo quattro anni trascorsi a Rio de Janeiro con la moglie Tania, brasiliana. “Ho lasciato il Brasile poco dopo l’elezione di Bolsonaro, non solo per ragioni politiche, ma anche per questioni di famiglia. “

Per Boris Cavadini l’ascesa al potere dell’ex militare, 64enne, esonerato dall’esercito con demerito, è stata resa possibile grazie all’aiuto incondizionato delle comunità evangeliche del grande paese sudamericano: “Vi è una vasta pletora di queste confessioni che vanno dai protestanti ai Neo Pentecostali e sono molto più pericolosi dei Testimoni di Geova ad esempio che loro perlomeno non fanno politica. I Neo Pentecostali vedono il “grande Satana”, il male, nei comunisti, nella sinistra, sono dei lacchè di Trump e hanno un potere enorme. Jair Bolsonaro è anch’egli di confessione pentecostale.”

In testa alla classifica mondiale per il tasso di criminalità

Prima di essere eletto, contando anche sull’immensa popolarità della rete televisiva Globo controllata della sua famiglia e che aveva utilizzato come mezzo di diffusione principale durante la sua campagna, Bolsonaro aveva promesso ai suoi concittadini di fare tornare “l’ordine e il progresso” nel paese, all’insegna del moto iscritto sulla tanto amata bandiera verde e oro “ordem e progress”. Pochi giorni fa però una statistica piazzava il Brasile in testa alla classifica mondiale per quanto riguarda la criminalità: “il tasso di criminalità” ci racconta Boris, “è aumentato esponenzialmente da quando Jair Bolsonaro è presidente poiché vi è un clima generale che incita all’odio razziale e alla pulizia etnica con rastrellamento nelle favelas per esempio e fa sì che vi sia un aumento della paura tra la gente e un sentimento di insicurezza che spinge le persone ad armarsi tanto più che ormai il porto d’armi viene concesso a cani e porci. Non vi è quindi più nessun controllo.”

I Neo Pentecostali brasiliani del Ticino tifano Bolsonaro

La situazione è altrettanto drammatica nel nord del Paese, nelle zone amazzoniche dove gli indigeni sono presi di mira dal regime Bolsonaro, “ma si ribellano” precisa Boris Cavadini. In quanto all’aumento della povertà, va di pari passo con quello della corruzione e del nepotismo: “Basti pensare”, ci dice il ticinese, “che il presidente ha piazzato la sua famiglia nei posti che più contano, che i suoi figli possiedono 47 immobili di lusso a Rio, collezioni di auto di prestigio, basti pensare che i ricchi diventano sempre più ricchi grazie a agevolazioni fiscali e condoni di ogni sorta. Basti pensare”, aggiunge, “al diritto di decima che è quello usato dalle chiese evangeliche per pretendere dai loro fedeli, anche i più poveri abitanti delle favelas, di versare loro il 10% dei loro stipendi, così la miseria cresce di giorno in giorno e ne sono colpiti in particolar modo i brasiliani di colore.”

In Ticino gran parte della comunità brasiliana è di confessione evangelica, pentecostale per l’appunto: “Ormai i cattolici in Brasile sono pochi” spiega ancora Boris Cavadini. “In Ticino i pentecostali brasiliani hanno dei luoghi di culto a Viganello, nei pressi della stazione di Lugano, a Noranco e a Mendrisio e tre quarti di loro circa sono sostenitori di Bolsonaro. Sono molto praticanti e si ritrovano durante quelle che chiamano le “assemblee di Dio” conclude Boris Cavadini.

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