Democrazia in pericolo per un frappé 

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Non possiamo che condannare l’osceno attentato a due esponenti UDC, ci uniamo al Mattino della Domenica e a Lorenzo Quadri per puntare il dito contro una partitocrazia silenziosa, connivente e complice!

Ha ragione Quadri. Certi atti violenti vengono taciuti, e questo è ingiusto. Ogni quisquilia che capita a politici di sinistra, come quando a un UDC scappa qualche parolina di troppo, viene ingigantita (leggi qui sotto), 

mentre nessuno considera le orribili cattiverie a cui vengono sottoposti gli esponenti di destra. 

Ma cos’è successo di preciso?  Leggiamo direttamente dall’indignato articolo di Lorenzo Quadri :

“ (…)Nei giorni scorsi si è infatti saputo che il consigliere nazionale Udc Roger Köppel, caporedattore ed editore della Weltwoche (settimanale di “destra”) e l’ex consigliere nazionale Udc nonché collaboratore della medesima testata Christoph Mörgeli sono stati aggrediti in un ristorante di Zurigo da un gruppo di sedicenti “giovani attivisti di $inistra”. Gli esagitati bimbiminkia $inistrati hanno lanciato addosso ai due esponenti democentristi un bicchiere di frappè.

Silenzio tombale della casta”

No, ma vi rendete conto?! I miei occhi lacrimano sangue, un frappé!! Ma dove siamo finiti? Dove ci ha portato il degrado del dibattito politico? Che ne è stato della famosa concordanza elvetica e quali laceranti violenze si consumano all’ombra di Palazzo Federale? E poi il frappé a che gusto era? Perché se è alla fragola o alla vaniglia ancora ancora, ma se era al gusto puffo o tamarindo? 

E poi, già fa freddo, potevano almeno versargli un thé o una cioccolata calda, o un punch al rum, che ha anche un buon odore. 

Non sottovalutiamo poi il panico che serpeggia ora tra gli onesti e pacifici esponenti della destra. Quadri a Berna ormai gira con un occhio dietro la schiena, rasente i muri e soprattutto, quando entra in un bar, si mette sempre rivolto verso l’entrata indossando un’impermeabilino giallo come quello della Thunberg.

I fatti, incresciosi e tristi, rimangono congelati nel tempo come i dadolini di ghiaccio in un freezer poco sbrinato. I sadici e brutali sinistri hanno gettato un gelido frappè a due personaggi notoriamente miti e poco provocatori come Köppel e Mörgeli, riconosciuti da tutti come persone disposte al dialogo e gonfi di umana comprensione come una zampogna natalizia.

Ha ragione dunque Quadri, disgustoso il silenzio tombale della casta, anche se non sappiamo bene di quale casta si parli. Forse la casta dei gelatari, oppure quella dei venditori di latticini.

Ecco perché concludiamo con le frasi di Quadri, forse un po’ forti, ma in cui percepiamo un angoscioso grido d’aiuto nascosto tra le righe: 

“…Qui siamo davanti ad un’area politica che nega i principi fondanti del nostro Stato di diritto, tra cui la libertà di espressione. E questo si chiama fascismo. I fascisti sono a $inistra!

Ecco il “problema istituzionale”!

Preoccupante è che, tra le fila di questi “giovani attivisti” ovvero giovani fascisti ro$$i, poi vengono reclutate le nuove leve di P$ e dintorni, che entrano nelle istituzioni. Il pericolo per la democrazia è evidente. Ma al proposito: silenzio sepolcrale!

Non è finita: tra questi “attivisti” della $inistra intollerante e fascista rientrano a pieno titolo pure i brozzoni dell’ex Macello.”

Il pericolo per la democrazia è eclatante, e tra un nemico delle istituzioni e un brozzone si nasconde, molto probabilmente, un frappé al limone!

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