La teoria del sandwich

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Io non esco volentieri la domenica sera, sarà una specie di blocco, i ricordi di bambino o l’idea che il giorno dopo è lunedì, ma la sera della domenica deve essere un intimo e raccolto momento familiare prima di affrontare con furore guerriero la settimana lavorativa.

Ieri ho fatto uno strappo alla regola. Organizzata dal PS di Bellinzona una serata che mi interessava anche per lavoro: “siamo manipolati digitali?” . Ospiti, il pregevole Paolo Attivissimo, fascinoso e astuto divulgatore scientifico e debunker, Ivo Silvestro, responsabile della pagina culture e società de LaRegione e Roberto Porta, presidente dell’associazione Ticinese dei giornalisti.

Mi fermo qui, niente cronaca di una serata, di certo interessante e ricca di spunti e idee con un pubblico, per una volta, attivo e interessato, che ha sventato almeno per una volta il tombale silenzio quando il moderatore chiede: “domande?” e che spesso accompagna dibattiti e conferenze.

Come smontare le bufale

No, a me interessa insegnarvi.

Ora dite: a chi, a noi?

Sì, a voi. Vi insegno quello che ci ha detto Attivissimo e che mi ha colpito, ovvero la teoria del sandwich.

Molti di voi si trovano spesso sui social network a contrastare bufale, notizie farlocche, evidenti falsità. Viene il nervoso, ci si arrabbia e spesso si reagisce male. “non è così e basta, imbecille” (o giù di lì). Sbagliato. Così non si convince nessuno e non si danno nemmeno i mezzi a chi ascolta o segue, spesso silenzioso, per capire la differenza.

Controllare la rabbia spesso è difficile, io stesso a volte non ce la faccio e lascio elegantemente sgorgare contumelie e sarcasmo a pioggia, chi c’è c’è e si prende la lavata. Attivissimo ci pone di fronte a una realtà abbastanza frustrante. Non abbiamo i mezzi, attualmente, per sapere qual è il metodo migliore di contrastare le fake news. Anche se il sistema più logico e interessante è quello del sandwich. Un metodo che, perlomeno di primo acchito, funzionerebbe meglio di altri.

Cassis divorato da uno yeti

Esempio, notizia farlocca: Cassis si è recato in Nepal per una visita di Stato ed è stato divorato su un sentiero montano da uno Yeti.

È una balla, ovvio. Potrei dare a chi la divulga dell’ignorante o del cretino.

No.

Bisogna contrastare la notizia con il seguente criterio:

“Caro coso, la notizia che riporti è evidentemente falsa, per una serie di motivi che ti espongo volentieri. Tu scrivi che Cassis è presumibilmente deceduto divorato da uno Yeti in Nepal. Non è possibile perché:

  1. Il ministero degli esteri svizzero non aveva in previsione nessuna visita in Nepal.
  2. Cassis è attualmente impegnato in Germania con la Merkel per definire gli accordi quadro.
  3. Nonostante le molte leggende, ad oggi non esiste alcuna prova tangibile, genetica o altro dell’esistenza di un fantomatico uomo delle nevi.”

Il lavoro lo fanno spesso già gli altri

Perché sandwich? Inizio dicendo che la notizia è falsa e lo spiego chiaramente dicendo che porterò le prove, poi inserisco la notizia farlocca (il prosciutto) e alla fine smonto la notizia con una logica stringente. Richiede fatica? Certo, però è molto più efficace di tante contumelie. E se siete pigri ci sono molti siti che fanno già il lavoro per voi. Come Bufale.net o butac.it. Anche l’Unione europea ha un suo sito di debunking: EuvsDisinfo, che viene periodicamente aggiornato e che smonta notizie false o poco accurate. Insomma, i mezzi ci sono e per fare un buon lavoro serve essere informati ma soprattutto avere i mezzi per smontare certe tesi. Nel nostro piccolo, anche noi di Gas lo facciamo. Se avete un contenzioso, prima di sparpagliare in giro Cristi e Madonne, fate una breve ricerca sul nostro sito con delle parole chiave, troverete probabilmente degli articoli che sostengono le vostre, di tesi, o che smontano, dati e teorie alla mano, quelle altrui.

Buona fortuna.

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