L’africana che salvò ul nost dialett

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Quei “fuchi” di Comano! Massacrati in occasione della campagna “No-Billag”, seduti sulle sponde del Vedeggio (lo Yangtze dei poveri) in attesa di un gradito passaggio a pelo d’acqua, hanno ordito uno scherzo che più cinese di così non si può: per trattare il delicato tema del rapporto fra italiano e dialetto hanno scelto un’ex profuga africana scappata dalla guerra del Biafra che in teoria avrebbe dovuto essere rispedita in Nigeria (pacificata secondo i nostri funzionari) con i genitori, ma ha potuto rimanere  per problemi di salute.

La sua fortuna, perché a sei anni viene adottata da una famiglia di Taverne che la cresce con amore e grande successo. Elisabeth Alli si laurea in antropologia a Zurigo, tiene un blog in dialetto (ma sa pò!), scrive un libro per spiegare la Svizzera ai bambini (“non ne avevo trovato uno in libreria”). Basta così? Por el nada de nada: (gnanca ‘n po’).  È sposata con un professore ticinese che insegna psicologia dello sport a Losanna, Mattia Piffaretti, e ha tre figli. E non è finita. È giornalista e cineasta e nell’ultimo numero di “Falò”, con un altissimo indice di ascolto, ha trattato con l’aiuto di un maestro come Franco Lurà, è vero, ma con grande perizia e sensibilità un tema delicato come quello dei nostri rapporti con l’italiano di Dante (o giù di lì…) e il dialetto. Un terreno minato sul quale si è mossa con brillantezza, aiutata da un ottimo cameraman e da un ottimo montatore.

Insomma, autrice e regista di un programma che passerà alla storia del nostro giornalismo. Ha parlato con il vescovo, con il grande finanziere che conosce più Wall Street della Val Onsernone, ha scovato un ticinese di S. Moritz che lavora per la Ferrovia Retica e comunica in dialetto persino con i poschiavini :”Animi Santi! Isa sci: t’es Ida in plon, Isa però t’es fora!” (Non dirmi: sei caduta sul naso! Ora però ti sei ripresa!) Insomma ha fatto parlare un po’ tutti, dall’ispettore scolastico in pensione all’ex presidente del borgo passando per la gente comune, e mai a caso, sempre agile e comprensibile.

E poi: ma quella voce femminile che parla in dialetto? Non è di una lettrice, di una professionista del doppiaggio, è proprio sua, di Elisabeth! Ma un programma del genere sulla “Sacra Terra del Ticino” (e quella parzialmente sacra dei Grigioni italiani) si affida a un’africana? E noi, e noi della Lega? Un’interrogazione parlamentare ci sta tutta. E la nostra identità? E qui comincia il bello (il brutto!). La faccenda si ingarbuglia, potrebbe avere implicazioni politiche, rischia di spostare voti. L’ennesima carognata dei fuchi di Comano insomma. E Quadri ha già studiato la contromossa: è andato a Tesserete dalla Muriel, che nome a parte, è proprio nostra, perché ha recuperato una quantità di meli rari salvandoli dall’estinzione.

Quadri ha un solo dubbio: “Porgnecc” o “Pom Rosin” (presidio svizzero di Slow Food!) Per il resto il piano è chiaro: novello serpentello biblico, “ul biundin” si presenterà a Elisabeth con un pomo e una domanda chiara: ” se sei dei nostri e ti piace così tanto il dialetto non ti resta che una logica conseguenza: passa ai veri rappresentati della nostra gente! Passa alla Lega!”.

“Quadri’s dream”: la nera Elisabeth a braccetto con il popolo del “Mattino della Domenica” davanti ai cancelli di Comano con striscioni e cartelli, allo slogan “GAGGINI, GALFETTI, BOTTINI, RIVOGLIAMO I QUATTRINI!”, per andar giù durissimi con un finale degno dello spessore culturale del giornale: “GAGIN, GALFETT, BUTIN: FEVAS SOLÀ I BALL DAL SCIAVATIN!” (Fatevi suolare i testicoli dal calzolaio).

Fosse finita qui. Por el nada de nada, perché la Divina Provvidenza quando ci si mette, fa sul serio. Indovinate chi è Emma Piffaretti, la 17enne che ha battuto il primato svizzero del salto in lungo con 6m e 40 ed è già citata in tutta Europa come un grande talento? Ma certo, è la figlia di Elisabeth e di Mattia. Inch Allah (e questa volta lo preghiamo pure noi), con un po’ di fortuna farà parlare molto di sé. Una storia che rischia di essere infinita, una spina piantata nel cuore per chi ha una certa visione del mondo. Ahi che pena, ahi che dolor, señor Quadri!

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