L’estrema destra in Europa

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Si continua a parlare di estrema destra, di attentati di suprematisti, di recrudescenza di quelle frange muscolari e aggressive che ormai imperversano in europa come non accadeva da decenni. A Casapound e Forza Nuova, ai quali abbiamo dedicato un dossier tempo fa (leggi qui sotto)

si aggiungono una costellazione di movimenti piccoli e grandi di estrema destra in tutti i Paesi europei. Virulenti più all’est, stanno però acquisendo peso anche in Paesi che fino a ieri se non immuni, sembravano avere i sani anticorpi per contrastarli. Qui riportiamo un piccolo elenco, che non vuol essere esaustivo ma dare un’idea della costellazione delle destre europee.

Italia: insieme a Casapound, che però è uscito quest’anno dall’agone politico, c’è Forza Nuova, fondata dall’ex terrorista nero Roberto Fiore.

Anch’essa di matrice fascista ma meno sociale rispetto a CasaPound.

Ungheria: nella terra del destrorso Orban, troviamo il “Movimento per un Ungheria migliore” (Jobbik), affratellato alla “Guardia Ungherese” (National Garda), un gruppo paramilitare di stampo fascista. Il Movimento si distingue per le sue posizioni fasciste, antisemite ed antieuropee.

Slovenia: la Slovenia è tristemente famosa per le bande paramilitari che danno la caccia agli immigrati, però il Slovenska Nacionalna Stranka è un’anomalia, è definito di estrema destra, pur asserendo di non avere colore politico, anzi, il suo leader Jelinčič si era definito anni fa, di sinistra. È inoltre, a differenza di molti movimenti di estrema destra, fortemente laico e anti-cattolico, oltre che panjugoslavo, propugnando un rafforzamento delle relazioni con Serbia e altre repubbliche ex-jugoslave.

Repubblica Ceca: l’SPD del nippo-coreano Tomio Okamura ha raggiunto nelle elezioni del 2017 il 10%. Il partito è di matrice populista e di estrema destra con derive antislamiche e anti-om. Naturalmente tra i suoi membri imperano il nazionalismo e l’antieuropeismo.

Polonia: in Polonia i fiori dell’estrema destra trovano un terreno fertilissimo, spalleggiati dagli ultracattolici: c’è la Liga Polskich Rodzin, o Lega delle famiglie polacche, un partito ultracattolico, con forti posizioni antiomosessuali, antiabortiste, oppure il Polska Solidarna, di matrice antieuropeista e antimigranti che propugna la tesi delle frontiere chiuse. Secondo l’ong “Campaign Against Homophobia”, circa 30 enti locali polacchi, inclusi villaggi e assemblee regionali, si sono recentemente dichiarate “Zone libere dall’ideologia LGBT” e un’importante campagna contro “l’ideologia LGBT”, diventata il tema principale delle prossime elezioni legislative, si sta affermando in tutto il Paese.

Tra i più insidiosi però c’è il Narodowe Odrodzenie Polski, il Partito della rinascita polacca, di chiara matrice neofascista e coinvolto in numerosi atti di violenza a sfondo razziale. Il NOP è ritenuto una delle formazioni neofasciste più pericolose in Europa.

Germania: nonostante gli anticorpi sviluppati dopo la fine del nazismo, anche in Germania i movimenti di estrema destra sono in crescita. Tra tutti l’NPD, definito l’erede del partito Nazista, è naturalmente antieuropeo e nazionalista. Una nota di colore: nel 2014 la sua portavoce, la pornostar Inas Groll, viene espulsa dal partito perché aveva girato delle scene in un film con un uomo di colore.

Austria: il paese di origine di Hitler non resta indietro, qui troviamo la FPÖ, populista anti-immigrati, euroscettica e ovviamente nazionalista. Nel 2016 il suo candidato Norbert Hofer arriva al ballottaggio per il ruolo di presidente ma viene fortunatamente battuto sul filo di lana dal verde Alexander Van Der Bellen. L’FPÖ è finita a inizio anno nell’occhio del ciclone per finanziamenti russi al partito, stesso problema che ha poi investito Salvini.

Francia: in Francia imperversa l’amicona di Salvini, Marine Le Pen, leader del Front National ed erede del babbo antisemita e filonazista Jean Marie Le Pen. Il Front National è per il ripristino della pena di morte, nazionalista sovranista e anti-immigrati. Negli ultimi anni si è discostato dalla politica antisemita e filonazista del suo leader storico, ma mantiene al suo interno forti componenti razziste.

Inghilterra: nella bianca Albione abbiamo il “British National Party”, nazionalista, antislamico, antiabortista e suprematista bianco oltre che fascista e populista. Questi sono talmente border da propugnare teorie sul razzismo scientifico (teoria della razza nazista) e sul famigerato piano Kalergi, (leggi qui, https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_sul_piano_Kalergi) oltre che demenziali ipotesi sul genocidio della razza bianca.

Grecia: l’estrema destra ellenica si incarna nei fascisti di Alba Dorata, che si ricalcano abbastanza su CasaPound. Il concetto si fonda su una rinascita greca basata sul collettivismo e sul nazionalismo. Alla base del movimento c’è l’ispirazione legata al dittatore greco Ioannis Metaxas. Tra le sue fila sono forti le simpatie fasciste e naziste.

Spagna: Vox, fondato da ex membri del Partido Popular, raccoglie gli estremisti spagnoli e non si fa mancare niente: filofascista, antifemminista, antislamico, nazionalista, liberista, filomonarchico, populista, cattolico, insomma, tutto il peggio che viene in mente per loro è dogma. Tra i suoi membri militano i nostalgici del franchismo.

Portogallo: il PNR, (Partido Nacional Renovador) è nazionalista e protezionista, fu infiltrato agli inizi degli anni 2000 dalla destra salazarista (il dittatore portoghese che governò il Paese fino al 1974). In passato fu legato a movimenti skinhead (International Hammerskin Nation) e numerosi suoi membri vennero arrestati. Anche loro sono populisti, antiomosessuali, anti-islamici e antiabortisti. Tendenzialmente però l’estrema destra, almeno in Portogallo è considerata debole.

Belgio: alle recenti elezioni europee, sono volati gli estremisti di destra fiamminghi di Vlaams Belang (Interesse Fiammingo), un partito antieuropeista, etnonazionalista e populista. Liberisti e antisindacali, tendono al separatismo e a una federazione coi Paesi Bassi. Anche qui antislamismo, antiomosessualità e antiabortismo la fanno da padroni.

Bulgaria: Ataka (Unione Nazionale Attacco) è ostile alle minoranze linguistiche turche e Rom, nazionalista e populista, ha una forte matrice cristiano ortodossa. È sostenuta da numerosi ex militari.

Danimarca: i vikinghi hanno il Partito Popolare Danese (Dansk Folkeparti). Antieuropeista, conservatore, populista, anti-islamico e nazionalista. Le sue forti posizioni euroscettiche si scontrano con quelle dei danesi che dopo la Brexit, sono favorevoli con una netta maggioranza alla UE.

Svezia: stessa storia per i Democratici svedesi (Sverigedemokraterna). Curiosamente, i partiti scandinavi sono tra i più feroci anti-islamisti, pur non avendo, rispetto ad altri Paesi europei, una grossa presenza musulmana sul territorio.

Norvegia: i norvegesi del Partito del Progresso (Remskrittspartiet), sono simili ai fratelli degli altri Paesi scandinavi, si distinguono per un’impronta più marcatamente liberista. Il partito, d’ispirazione liberale è oggi considerato un partito populista di destra.

Olanda: il PVV (Partito della Libertà) del biondissimo Geert Wilders, è un naturale alleato della Lega salviniana, la sua peculiarità nel panorama delle destre europee, è di essere filoisraeliano, quando molti movimenti estremisti europei sono antisemiti. Per il resto anche il PVV condivide le posizioni euroscettiche, anti-islamiche e anti-immigrazione con gli altri colleghi europei.

Croazia: l’HSP (Hrvatska Stranka Prava) croato è un partito antico, risalente a prima della Grande Guerra. Ha una pesante eredità, visto che molti suoi militanti nella seconda guerra mondiale sostennero gli Ustascia, i fascisti croati, macchiatisi di crimini orrendi verso i civili, al punto che gli stessi nazisti, loro alleati, ne condannarono a morte alcuni per crimini di guerra. Ricostituito dopo il 1990, l`HSP ha posizioni nazionaliste, conservatrici e antieuropee.

Turchia: parlare della Turchia è doveroso, anche se non appartiene all’Unione Europea. Anche perché con Recep Tayyip Erdogan, i movimenti islamici e nazionalisti hanno guadagnato terreno. A fare la parte del leone nell’estrema destra turca è il Partito del Movimento Nazionalista (Milliyetçi Hareket Partisi). L’MHP è il braccio politico dei Lupi Grigi, un’organizzazione con ramificazioni terroristiche con un’ideologia di stampo nazionalista e fascista, avversa alle minoranze etniche, soprattutto curde e armene, di cui nega il genocidio (leggi qui, https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno )

I Lupi Grigi furono alla base dell’attentato a Papa Wojtyla (Giovanni Paolo II), ad opera di Alì Agca. Si sospettano contatti negli anni ’80 con la Gladio italiana, una struttura paramilitare clandestina costituita in chiave anticomunista, analoga alla P-26 svizzera (leggi qui, https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/soggetti-smarriti/La-P-26-8232412.html

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