Maestri di nazifascismo

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Il degrado, la virata a destra della vicina Italia, si manifesta in numerosi modi. Uno, particolarmente inquietante, riguarda i docenti. Alcuni fatti recenti sembrerebbero confermarlo.

Le cose che ieri erano acquisite, l’antifascismo, l’antinazismo, la memoria rispettosa dell’Olocausto, ora non lo sono più. Ma se buone fette della società civile, anche a seguito di ignoranza o disinformazione, hanno un minimo di scusanti, non ne ha di certo la classe docente, che si manifesta spesso razzista, filo nazista o antisemita, propagandando le sporcizie che una volta erano appannaggio della destra radicale

Che esistano docenti e professori di estrema destra è ovvio, come ci sono quelli di estrema sinistra. Meno ovvio è che si sentano vidimati a esprimere le loro idee, con la scusa della libertà di espressione.

Via dall’aula dei partigiani

Alcuni esempi nella cronaca recente lo confermano, come a una presentazione patrocinata dall’ANPI a un liceo di Civitanova Marche per il libro dello storico Andrea Martini, sugli anni della Resistenza. Un professore ha ritirato alcune classi , accusando l’ANPI di fare propaganda politica e difendendo Casapound e Forza Nuova. Ma la cosa tragica è la dichiarazione del direttore, per cui quello del docente è stato un intervento nei limiti dell’insegnamento.

Oppure come scordare il professor Giancarlo Talamini Bisi, filofascista, che a Fiorenzuola d’Arda aveva minacciato le sardine che volevano scendere in piazza:

“Io sarò presente. Cari studenti, se becco qualcuno di voi, da martedì cambiate aria, nelle mie materie renderò la vostra vita un inferno (…) Di idioti in classe non ne voglio, sardina avvisata…”, salvo poi, come al solito, ritrattare scusandosi e invocando fraintendimenti e baggianate del genere.

Sono solo opinioni…

E ancora più recentemente? Il professore di filosofia del diritto Emanuele Castrucci, dell’università di Siena, sospeso per i suoi post filonazisti e antisemiti. Castrucci è stato sospeso, rischia il licenziamento ed è in corso anche un procedimento penale. A sentire lui esercitava solo il suo diritto d’opinione al di fuori del ruolo di docente. Spaventosamente ridicolo.

Un docente è un pubblico ufficiale, pagato dalla collettività, come un poliziotto. Non prescinde dal suo ruolo. Anche sui social o in pubblico, un maestro o un professore devono mantenere quel decoro che la professione richiede, una professione a contatto con bambini, ragazzi o giovani.

Purtroppo, lo sdoganamento del fascismo, ha portato a situazioni impensabili, che sembrano moltiplicarsi.

Ingenui come dodicenni

Ciò che ci rende però veramente perplessi è vedere persone che insegnano nelle scuole, uomini (e donne) di cultura, che non si rendono conto di quanto gravi siano le loro asserzioni. L’unica spiegazione è che il clima per queste esternazioni è talmente favorevole e fertile da fare calare le normali difese, che imporrebbero una certa attenzione prima di scrivere ciò che passa per la testa sui social come dei dodicenni. La logica è stringente: Tutti lo dicono, lo fa anche la classe dirigente, perché io non posso? Un atteggiamento spaventoso che dà la misura della decadenza con cui l’Italia è confrontata, purtroppo, dopo decenni di berlusconismo compiacente e di salvinismo arrogante.

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